ANNO 16 n° 276
Si allarga l'inchiesta di Report su “La Cattura di San Pietro” di Sgarbi: “C'è una foto che lo incastra”
L'opera del Manetti di proprietà di Sgarbi, secondo i giornalisti, sarebbe quella trafugata dal Castello di Buriasco nel 2013
Gabriele
09/01/2024 - 07:26
di Gabriele Mazzetti

ROMA – Si torna a parlare del dipinto “La Cattura di San Pietro” di Rutilio Manetti, opera finita al centro dell'attenzione mediatica nazionale, dopo l'inchiesta congiunta de Il Fatto Quotidiano e Report, svelata lo scorso Novembre. L'accusa alla base dell'inchiesta vedeva protagonista l'Assessore alla Bellezza del comune di Viterbo, Vittorio Sgarbi, reo, secondo i giornalisti, di possedere il dipinto rubato dal Castello di Buriasco nel 2013.

L'indagine si arricchisce di nuovi particolari, grazie alla puntata di domenica sera di Report. Una foto ad alta risoluzione del dipinto, commissionata dallo stesso Sgarbi all'azienda “G-Lab”, proverebbe la 'cracchettatura' della vernice antica e parti bianche attorno alla candela che indicano una pittura recente. La candela presente nella versione de “La Cattura di San Pietro” posseduta dal politico, e assente in quella rubata dal castello, era una delle prove, secondo Sgarbi, dell'inesistente correlazione tra i due dipinti.

Inoltre il giornalista che si era recato a Buriasco per osservare la scadente copia fotografica posizionata dai ladri nella cornice in sostituzione dell'originale, aveva scoperto una piccola parte di tela rimasta incastrata nel legno. Sempre osservando la fotografia digitale effettuata dal “G-Lab” si può notare che questo frammento si integra perfettamente con una “toppa” inserita dai restauratori nel dipinto.

In poche parole, secondo l'inchiesta, la comparazione tra l'immagine ad altissima risoluzione, la foto del dipinto esposto da Sgarbi ad una mostra di Lucca e una terza corrispondente allo stato dell'opera ricevuta da un restauratore, sembra confermare che il dipinto di Manetti sia stato ritoccato per non assomigliare troppo a quello trafugato.

Vittorio Sgarbi si è difeso dalle accuse sulle colonne de “Il Giornale”. “Spiegherò dati assolutamente semplici. Come i quadri si giudicano nella loro fisicità, sugli originali, così è possibile procedere ad analisi per accertarne l'autenticità e gli eventuali interventi più recenti. È una cosa semplice, alla quale io provvederò spontaneamente, fornendo i risultati delle ricerche che in parte ha già condotto la più importante società diagnostica italiana, la Editech di Maurizio Saracini. E che io consegnerò, su richiesta, alle autorità competenti. È evidente che i miei interlocutori non possono essere due spaventapasseri o una fedifraga trasmissione televisiva il cui principale obiettivo è screditare il governo di cui io faccio parte, con l'obiettivo dichiarato di farmi dimettere e di intimidirmi, attraverso una palese e sistematica operazione di stalkeraggio mediatico.”






Facebook Twitter Rss