

VITERBO - I carabinieri della stazione di Greco hanno chiuso venerdì mattina un’indagine partita nel 2010, con l’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare, quattro in carcere e cinque agli arresti domiciliari, nei confronti di una banda di malviventi dediti a rapine, estorsioni e allo spaccio di cocaina e hashish nel quartiere Niguarda.
I CAPI. Tra i destinatari c’è anche Nicola Di Nuzzi, 33enne sorvegliato speciale di origini baresi, noto in tutta la zona come il «ras» del quartiere. Come hanno spiegato gli investigatori, prima di organizzare una rapina a Niguarda era «necessario» chiedere l’autorizzazione al 33enne, che, in caso di bisogno, affittava anche le motociclette e le pistole per mettere a segno il colpo.
L’altro capo-banda, il 36enne milanese Maurizio Laurenti, detto «il colombiano» perché figlio di una sudamericana, ha ricevuto la notifica dell’ordinanza direttamente nel carcere di Viterbo, dove era già stato rinchiuso nel corso delle indagini. Gli inquirenti hanno emesso inoltre un provvedimento di obbligo di firma per altri due complici. Agli arresti domiciliari sono finite anche le mogli di Di Nuzzi e Laurenti, rispettivamente di 43 e 27 anni, entrambe madri di figli minorenni, che sostituivano i mariti in caso di necessità.
L'INDAGINE. Le operazioni, dal febbraio all’ottobre 2010, avevano già portato a 11 arresti per droga, oltre al sequestro di quattro pistole, 12mila euro in contanti e un chilo di sostanze tra cocaina e hashish. Il ricavato delle rapine veniva reinvestito nell’attività di spaccio, che avveniva per lo più a domicilio o, nel caso in cui il pusher si trovava già agli arresti, a casa dello spacciatore.
Fonte: Corriere.it