

VITERBO - (r.v.) L’aula della Camera discuterà di Vittorio Sgarbi e della vicenda che lo vede coinvolto, dopo le indiscrezioni del 'Fatto quotidiano' sul quadro rubato, il prossimo 22 gennaio. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, calendarizzando una richiesta delle opposizioni subito dopo la discussione sull’intesa Italia-Albania. Il Movimento 5 Stelle ha avanzato una mozione in cui chiede la revoca dell'incarico da sottosegretario.

Sgarbi sarebbe indagato in merito alla vicenda del quadro ''La cattura di San Pietro'' di Rutilio Manetti, scomparsa dal castello di Buriasco nel 2013
''Da quello che si legge, l'opera è stata malamente tagliata. E quella in mio possesso è in buone condizioni e con una stesura pittorica ben conservata e uniforme'' ha detto Sgarbi in questi giorni.
Sentito dal Corriere della Sera, respinge l'ipotesi di un suo eventuale passo indietro. ''E dovrei dimettermi per una cosa inventata? Ma no''.
Il sottosegretario ricorda al Corrsera che ''il quadro originale è il mio, l’altro era una copia mal fatta. Io trovai il vero Manetti nella villa di Viterbo che stavo restaurando e che apparteneva alla cognata di Papa Innocenzo X. Perché mai avrei dovuto esporre un falso?''.
Sul caso si è espresso anche il ministro alla Cultura, Sangiuliano. ''Non faccio il magistrato. Se la magistratura arriverà a una conclusione ne prenderemo atto, ma i processi si fanno nei tribunali'' ha detto martedì sera ospite di ’Zapping’ su Radio1. ''Ricordo che, quando si è evidenziato un problema dei comportamenti di Sgarbi - ha aggiunto il ministro riferendosi alla vicenda delle consulenze - sono stato io a mandare gli atti all’autorithy competente e loro si sono presi fino a febbraio per decidere. In funzione di quello che decideranno ci muoveremo''.