

Massimiliano Morelli
Sutri- L’Italia scende in piazza, lo fa davanti Montecitorio, cercando nei limiti del possibile di evitare assembramenti, ma detto fra noi la cosa appare davvero difficile. Spazio a ristoratori e baristi, gente che fa “economia” portando in dote alla bisogna il caffè del mattino o un piatto di carbonara, considerato pure che ieri era il carbonara-day. Sapori, gusti e abitudini che stiamo smarrendo, tipo quello del sorseggiare il “nero” al bancone d’un bar e d’inforchettare lo spaghetto con le “zampe sotto il tavolino” senza pensare ai piatti da mettere in lavastoviglie al termine della cena, perché “la puzza d’uovo che resta nel piatto fa venire il voltastomaco”. Protagonista assoluto nel giorno di protesta diventa il sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi, che molti danno in lizza per un cambio di poltrona, da primo cittadino sutrino a erede di Virginia Raggi sullo scranno più alto di Roma. Uomo di cultura, ma anche dai grandi eccessi, Sgarbi paragona “la mascherina al preservativo” e risulta essere l’unico politico invitato a parlare alla piazza. «Sono il più fermamente contrario alle misure prese dal Governo. Sono proteste ancora moderate, non ho visto alcuna forma di violenza, hanno solo cercato di passare la soglia della piazza, d'altronde non si capisce perché quello spazio debba essere off limits per i manifestanti». E ancora: «Le chiusure non hanno ridotto i morti. Vedere a Pasqua, in una bella giornata di sole, la gente con la mascherina all'aperto è la dimostrazione di uno stato criminale, di un Governo che coltiva la malattia».