

VITERBO - Sarebbero oltre 150 gli operai, impiegati dall'imprenditore accusato di sfruttamento del lavoro, sentiti dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al sequestro di 540mila euro ai danni dell'imprenditore stesso e al controllo giudiziale della sua azienda.
Secondo gli investigatori l'uomo avrebbe approfittato dello stato di bisogno dei lavoratori, per la maggior parte di origine nord africana, alcuni dei quali provenienti della Libia e quindi con la necessità di guadagnare soldi da mandare a casa, per farli lavorare nei campi fino a 13 ore al giorni, anche con le avverte condizioni metereologiche, sottopargarli e pagarli in parte in nero.
L'inchiesta dei carabinieri del comando provinciale di Viterbo, in collaborazione del il Nucleo ispettorato del lavoro, su delega della Procura, sono partite mesi fa e avrebbero consentito di accertare lo sfruttamento del lavoro dal 2017 fino all'inizio di quest'anno.
In questi mesi i militari hanno acquisito documenti e sentito, come detto, centinaia di dipendenti. Ma hanno svolto anche servizi di osservazione, accessi ispettivi ed altre iniziative di polizia giudiziaria che hanno permesso di documentare anche che i lavoratori non venivano dotati di calzature e vestiti idonei da utilizzare in caso di pioggia e non venivano rispettate le condizioni di sicurezza per gli spostamenti degli stessi a bordo di mezzi agricoli, con conseguente grazie rischio per la loro incolumità.
Alla luce dei risultati investigativi, ieri, è scattata la misura cautelare.