ANNO 16 n° 272
Sfruttamento dei braccianti, preoccupa la situazione del comparto agricolo
La morte del bracciante di Latina accende un faro sulla tutela dei lavoratori anche nella Tuscia
Giulia
23/06/2024 - 02:25
di Giulia Ortenzi

VITERBO - Preoccupa la situazione in cui verte il settore agricolo, che sta riscontrando, non sono una crescita verticale di infortuni sul lavoro, ma un vero e proprio sfruttamento dei braccianti agricoli. La macabra storia del bracciante Satnam Singh, il 31enne di origine indiana, morto dopo essere stato abbandonato dal titolare dell’azienda davanti casa senza un arto invece di essere portato all’ospedale ha riportato ancora una volta al centro dell’attenzione, in maniera violenta, il tema della sicurezza sul lavoro in particolar modo nei campi.

Le statistiche riguardante gli infortuni nella Tuscia sono sempre in aumento. Viterbo maglia nera con un aumento di oltre il 102% rispetto al 2023. Già nel primo trimestre del 2024, la provincia aveva raddoppiato gli infortuni, registrando il dato peggiore di tutta la regione Lazio. Il 77,5 per cento degli infortuni si è verificato nel macrosettore dell'industria e dei servizi. A fronte dei 4.832 infortuni verificatisi nei primi due mesi del 2024 nel settore dell'industria e dei servizi, corrispondono 118 incidenti in agricoltura e 1.278 nella pubblica amministrazione.

Ma la situazione non è di certo migliorata. Le denunce di infortuni sul lavoro sono in costante aumento, non solo nella Tuscia, ma in tutta la Regione, dove la sicurezza sul lavoro sembra ormai un obiettivo lontano.

'La notizia della morte di Satnam Singh, il bracciante agricolo deceduto a seguito di un incidente dove ha perso la mano, è una di quelle notizie che ci lasciano sgomento, indignazione e dolore-è quanto afferma il commissario di Noi Moderati della provincia di Viterbo Sergio Caci in un comunicato stampa - L'anno scorso proprio a Montalto di Castro abbiamo assistito al decesso di un bracciante agricolo morto mentre raccoglieva cocomeri”.

Caci, si dice pronto a contrastare il fenomeno di sfruttamento nelle campagne della Tuscia: “Mi sto mettendo a lavoro per la creazione di un bollino qui in provincia di Viterbo, per valorizzare tutte quelle aziende che producono senza sfruttamento, senza caporalato. Credo che a parte i bollini che attestino che i prodotti siano bio e a km zero, sia importante attestare anche un marcio di filiera eticamente pulita. Sono a mio avviso azioni utili nel contrasto di un fenomeno che ogni anno balza agli onori della cronaca. Basta morti nelle nostre campagne basta prodotti sporchi del sangue dei braccianti”.

Anche Arci Solidarietà Viterbo, che si batte da sempre per la promozione dei diritti di migranti, rifugiati e profughi, nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, ha voluto esprimere la sua completa solidarietà alla famiglia di Satnam Singh: “Sosteniamo i diritti di tutti i lavoratori e cittadini, indipendentemente dal colore della pelle, della lingua che parlano e del luogo in cui lavorano. L'Agro pontino è un concentrato particolare con una considerevole presenza di lavoratori stranieri ma non è un caso isolato e nessun territorio è esente dai rischi dello sfruttamento anche senza arrivare all'orrore di calpestare la vita umana. Solidarietà alla memoria di Satnam è anche contrastare ogni forma di sfruttamento nei nostri territori».






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