ANNO 16 n° 273
Sfregiato a Firenze il capolavoro di Pio Fedi
A piazza della Signoria un turista ha staccato un dito al Ratto di Polistena
una delle pił celebri sculture dell'illustre artista viterbese dell'Ottocento
30/03/2013 - 04:00

VITERBO – (An. Ar.) Un altro sfregio al Ratto di Polissena, una delle opere più importanti dello scultore viterbese Pio Fedi. E’ accaduto l’altra notte a Firenze, alla loggia dei Lanzi in piazza della Signoria: secondo la soprintendenza alle belle arti, intorno alle 23.20 un turista straniero ha danneggiato la scultura, staccando di netto il dito indice della mano sinistra: un gesto sconsiderato, magari con l’idea di portarsi un souvenir a casa. E non è la prima volta che accade, visto che Il Ratto era già stato danneggiato più volte nel corso degli anni: “Tutte le dita di quella mano – hanno spiegato gli esperti toscani  – sono frutto di integrazioni, rese necessarie da ripetute asportazioni e atti vandalici, l’ultimo ad ottobre scorso”.

Pio Fedi nacque a Viterbo il 31 maggio 1816, figlio di Leopoldo e Camilla Franchini. Il padre, piccolo possidente terriero, fu costretto a trasferirsi con la famiglia in Toscana quando Pio era giovanissimo: prima ad Arezzo, poi a Firenze. Pio, dopo una breve esperienza a Parigi, tornò a Firenze dove apprese il mestiere di orafo e poi quello di calcografo su rame, per poi passare alla scultura vera e propria. Morì a Firenze nel 1893, e proprio nel centenario della morte l’assessorato alla Cultura di Viterbo volle ricordarlo con una mostra delle riproduzioni più famose delle sue opere e con una giornata di studi. Allo scultore è intitolata anche la scuola media statale di Grotte Santo Stefano.

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