

Il territorio di Civita Castellana, l'antica Falerii Veteres, fu oggetto negli ultimi vent'anni del XIX secolo di un'intensa attività di indagini archeologiche, che portarono alla scoperta di ricche necropoli e di complessi sistemi santuariali. Attori principali sulla scena delle indagini furono, tra i locali, i Conti Feroldi Antonisi de Rosa, proprietari della gran parte dei terreni nei quali avvennero le scoperte. Oltre a cedere allo Stato i ricchi contesti funerari rinvenuti, i Conti crearono anche una cospicua collezione privata, poi anch'essa confluita nel patrimonio dello Stato nel 1912.
La collezione Feroldi, tuttavia, non si configura solamente come semplice raccolta di materiali rinvenuti nel XIX secolo in Civita Castellana, ma è anche una fedele immagine di un particolare momento culturale del piccolo centro dell'allora provincia di Roma negli anni immediatamente successivi all'Unità d'Italia.
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