

VITERBO – E’ partito il countdown dell’iniziativa ''60 giorni per salvare Ferento'', lanciata dal Comune di Viterbo al fine di reperire, attraverso le offerte dei cittadini, i fondi necessari a rendere fruibile uno dei siti archeologici più importanti della città e dell’intero Alto Lazio.
Palazzo dei Priori ha avviato la distribuzione dei volantini e l’affissione dei manifesti sulla campagna di raccolta delle offerte. ''Sappiano – ha detto l’assessore alla Cultura Enrico Maria Contardo, che sono stati già effettuati dei versamenti, anche se non li abbiamo ancora quantificati. Potrebbe essere un buon segnale, visto che l’iniziativa partirà ufficialmente nei prossimi giorni. A fine di giugno tireremo un primo bilancio''.
Nel frattempo, si è svolto un incontro tra il sindaco Giulio Marini, lo stesso Contardo, i rappresentanti della Soprintendenza e i proprietari del sito, i fratelli Vergati, per definire le competenza della gestione. Ai proprietari spettano la pulizia e la gestione degli accessi. Alla soprintendenza i lavori di manutenzione. Il Comune non ha alcuna competenza, in quanto l’area in cui sorge il teatro romano è di proprietà privata.
''Tuttavia – dice ancora Contardo – l’amministrazione è interessata affinché sia gestita nel migliore dei modi. L’unica cosa che possiamo fare direttamente – precisa – è emettere un’eventuale ordinanza per la tutela della pubblica incolumità con la quale obbligare i proprietari ad adempiere ai compiti che spettano loro''.
In attesa dei risultati della campagna, che potrebbero dirla lunga su quanto i viterbesi siano interessati a preservare il ''loro'' teatro romano, il sito è stato ripulito dalle erbacce dai volontari dell’Associazione Archeotuscia, per garantire la fruizione ai visitatori durante la stagione estiva.
''Abbiamo predisposto – conclude Contardo – anche dei depliant sulla prossima stagione teatrale, con i quali sosterremo la campagna di sensibilizzazione su Ferento''.
Parlare dell’acquisto del teatro romano e dell’area circostante, in tempi di magra come gli attuali per le casse pubbliche, atterrebbe più alla categoria dello spirito che alla realtà. Inoltre, secondo quanto si è appreso, i proprietari, in passato, avrebbero respinto al mittente le offerte che gli erano pervenute. Ma il problema, prima o poi, dovrà essere di nuovo affrontato con decisione.