

VITERBO – ‘’Se non si provvederà quanto prima ad un ripristino delle condizioni minime di sicurezza per la popolazione e per gli operatori, porteranno la protesta a livello nazionale’’.
E’ questo l’allarme dei responsabili dei sindacati, Gianluca Cannone (Conapo) ed Emiliano Salcini (Usb), dopo il declassamento del ‘’distaccamento dei vigili del fuoco di Gradoli’’ a ‘’presidio’’, che ha portato alla riduzione del personale. Oggi, infatti, a prestare servizio nel presidio di Gradoli sono soltanto un autista e un vigile, mentre per mantenere gli standard di sicurezza per ogni tipo di intervento una squadra deve essere composta almeno da un autista, un capo squadra e tre operativi generici.
‘’Con voce ‘presidio’, – spiegano i responsabili dei sindacati - si pretende di mantenere a quasi 50 chilometri di distanza dalla centrale, una squadra composta da un autista, un vigile come nel caso odierno.
Questo significa, che nel caso in cui, dovesse esserci un incidente stradale o un incendio importante nella zona nord della provincia la mini squadra, dovrà intervenire al di sotto degli standard minimi di sicurezza previsti anche se dovrebbe essere utilizzata solo come mezzo di supporto alla squadra che dovrebbe partire da Viterbo, con tempi medi che si aggirano intorno ai 45 minuti. Considerando che alla situazione già drammatica, si aggiungerà il 30 settembre la chiusura del distaccamento di Tarquinia per la fine della convenzione regionale, per tanto da quella data, - concludono Cannone e Salcini - si avranno due sole squadre che dovranno ricoprire l'intero territorio provinciale che è uno dei più vasti d'Italia’’.