

VITERBO - “Il Comune di Civita Castellana deve chiedere l’immediata cessazione delle richieste di pagamento per il servizio di acquedotto, nonché la convocazione della assemblea straordinaria dei soci della Talete Spa, con all’ordine del giorno la sospensione delle richieste di pagamento per gli utenti dei Comuni dell’Ato e ancora sprovvisti del servizio di depurazione'.
Così i consiglieri de La Destra Angeletti e Rossetti, che aggiungono: ''L'amministrazione deve inoltre provvedere immediatamente ad incontrare la Talete Spa per concordare come procedere al calcolo delle somme da restituire a tutti gli abitanti di Civita Castellana, da conguagliare con le future richieste di pagamento delle bollette dell’acqua”.
Insomma l’opposizione chiede la sospensione dei pagamenti e anche i rimborsi. Ma perché si è giunti a tali richieste?.
''Il comune di Civita Castellana - spiega la Destra - ha gestito l’impianto comunale di acquedotto fino a circa cinque anni fa, tramite la società Sicea, subentrata alla Compagnia delle acque, richiedendo agli abitanti del comune di Civita Castellana il pagamento del servizio di erogazione di acqua, di raccolta delle acque e di depurazione, servizio attualmente gestito dalla Talete Spa di cui il comune è socio azionista. Con la sentenza del 10 ottobre 2008 la Corte Costituzionale ha stabilito che le somme pagate con le bollette dell’acqua a titolo di depurazione vanno restituite agli utenti nei casi in cui il Comune ne abbia ottenuto il pagamento senza, però, che esistesse il servizio di depurazione. Inoltre va detto - concludono - che dall’acquedotto, prima gestito dal Comune tramite le due ditte appaltatrici dalla società Talete SPa, continua ad essere erogata acqua contenente arsenico in misura superiore ai valori massimi ammissibili indicati dalle direttive europee in materia, senza che a ciò abbia corrisposto, né corrisponda, la diminuzione della tariffa in bolletta prevista dalla normativa.Di conseguenza sono state protocollate centinaia di richieste di rimborso da parte degli utenti dell’acquedotto cittadino. Richieste che per noi sono sacrosante e legittime”.