


VITERBO – E’ un veterano per la sua attività professionale ma una new entry in questa campagna elettorale. Fabrizio Fortini, notaio viterbese, si candida in consiglio comunale con Fratelli d’Italia a sostegno di Giovanni Arena sindaco.
Come nasce il suo impegno in politica e la decisione di correre per consigliere a Palazzo dei Priori?
''Dal 2012 sono tornato ad abitare a Viterbo, in centro storico. Vivendo la città, e in particolare il centro, in maniera più diretta conosco le problematiche di questo territorio. Faccio parte di un’associazione non politica, “Centro di gravità’’ di cui da due anni sono anche presidente. L’associazione riunisce commercianti, residenti, professionisti del centro storico. Ho deciso di candidarmi per dare una continuità e un salto di qualità a questo mio impegno civile. Ho un’idea precisa per la città e sono convinto che il lavoro giusto possa trasformare Viterbo in una città più ricca e con un’alta qualità della vita''.
Che cosa manca alla città?
''Manca una organizzazione e un’operazione di marketing territoriale per promuovere la città come polo turistico, enogastronomico e termale sulle reti turistiche nazionali e internazionali. Viterbo potrebbe sfruttare la sua posizione felicissima, vicino a Civitavecchia e a Roma, per attrarre visitatori. Per fare questo va anche migliorata la qualità della vita attraverso una maggiore pulizia della città - va rivista per esempio la raccolta porta a porta che in centro non funziona – vanno sistemate le strade con una operazione più complessa rispetto alla semplice toppa sulle buche, va rivisto il sistema dei parcheggi, il centro va reso più accessibile e vivibile. Da ultimo, serve un po’ di sicurezza in più''.
Lei parlava di marketing territoriale, di attrarre i turisti, ma non crede che Viterbo soffra un po’ di isolamento dal punto di vista delle infrastrutture?
''Da un lato è vero: il raddoppio della Cassia e il completamento della Orte – Civitavecchia può facilitare molti progetti, ma è altrettanto vero che i turisti sono abituati a muoversi. Penso, per esempio, che cosa è successo a Civita di Bagnoregio. Sul fronte del turismo, Viterbo può partire sin da ora con un’operazione di marketing. Nel lungo periodo, invece, pensando di sfruttare la vicinanza con Roma e di creare una sorta di Polo, attrattivo anche per i congressi, è ovvio che le infrastrutture siano indispensabili''.
Quali sono concretamente le sue proposte?
''Penso a un calendario di eventi, 1 o 2 al mese, distribuiti in tutto l’arco dell’anno, accompagnato da operazioni di marketing che promuovano l’appuntamento in sé ma anche Viterbo come città medioevale. Poi credo che vadano sfruttate le ricchezze locali: le terme, attraverso un polo termale, e i prodotti enogastronomici – Viterbo ha produttori di altissima qualità. Infine bisogna offrire ai turisti che vengono qualcosa in più: più pulizia, parcheggi, strade sistemate e sicurezza''.
Che prevede per il 10 giugno?
''Mi auguro la vittoria del centrodestra al primo turno e mi auguro che subito dopo si realizzino una serie di proposte del centrodestra e dei candidati. Invito infine i viterbesi ad andare a votare perché non bisogna delegare agli altri le sorti della città. Le cose possono cambiare e quindi invito i cittadini a dare un’indicazione diversa da quella degli ultimi 5 anni, con Giovanni Arena sindaco, e ripartire''.