


VITERBO – (AmL) Proseguono gli appuntamenti con le interviste che vedono protagonisti i candidati che il 10 giugno si contenderanno la guida di Palazzo dei Priori.
In questo caso le domande hanno avuto come destinatario l'aspirante sindaco Francesco Serra, consigliere uscente del partito democratico, che si presenta sostenuto dalle liste civiche Viterbo dei cittadini e Impegno comune.
Due liste civiche a suo sostegno ma lei proviene dal Pd. A quale elettorato si rivolge il candidato sindaco Serra?
''Mi rivolgo a tutti gli elettori di Viterbo sia ideologicamente schierati con il centrosinistra, ovviamente io provengo da tale area e quello è il mio mondo, che non. Trattandosi di amministrative non ritengo faccia una grossa differenza. Le differenze sono legate a me, a come la penso, come ho vissuto questi anni di amministrazione e quindi mi pongo di fronte agli elettori della città di Viterbo con le mie caratteristiche, per quello che ho fatto. Certamente sono uomo di centrosinistra su questo non c'è alcun dubbio''.
5 anni in maggioranza nell'amministrazione Michelini, spesso con sguardo critico. Come pensa peseranno questi anni di sua maggioranza alle urne?
''Proprio perché ho avuto sempre un atteggiamento critico, penso che i rapporti con il sindaco sono rimasti assolutamente leali se non amichevoli, tutto sommato, tra virgolette, lo considero il migliore di quelli che ho incontrato nell'amministrazione. L'atteggiamento da me tenuto penso possa determinare il fatto che io ho rappresentato, in maniera critica, un pungolo leale e che quindi non mi pongo completamente all'interno dell'amministrazione che, comunque, penso abbia fatto cose buone, altre meno buone e forse altre ancora che non ha fatto. Era proprio di questo che chiedevo di discutere al partito. Non è accaduto e questo ha portato poi alla situazione delle liste civiche''.
Le tre priorità irrinunciabili del suo programma?
''Due cose fondamentali, su cui abbiamo perso parecchi consensi: igiene urbana e manutenzione stradale. La terza cosa a cui tengo molto le politiche sociali e la mia posizione è abbastanza chiara su questo. Le politiche sociali cioè le situazioni di disagio, di povertà, la questione dei disabili, quella degli immigrati sono al centro delle mie idee programmatiche per la città di Viterbo. Ce ne sono molte altre, le ho detto quelle su cui penso sia più importante agire''.
Immigrati e politiche sociali, cosa si intende?
''Tutte le situazioni di disagio comprese anche quelle degli immigrati perché rappresentano ovviamente una sacca debole della città o comunque una difficoltà che dobbiamo affrontare. Per quanto riguarda gli immigrati penso siano utili quattro parole: prevenzione, legalità ma anche integrazione e accoglienza. La legalità prima di tutto, non ci deve essere luogo della città che è sede di illegalità. Su questo non si deve proprio più neanche discutere, senza derogare a prevenzione, integrazione e accoglienza. Le politiche sociali possono prevenire le situazioni di illegalità''.
A quale percentuale di voti aspira?
''Io aspiro ad andare al ballottaggio ovviamente con la percentuale più alta possibile. Ma la mia ambizione e quella dei consiglieri, una squadra ricca di persone di qualità, è arrivare al ballottaggio. Che sicuramente è quello che avverrà. Speriamo di esserci noi. Conto di poterlo fare''.
Una percentuale di preferenze che potrebbe essere incrementata dal voto disgiunto?
''Oramai il voto disgiunto per gli elettori deve rappresentare una risorsa. Si può votare un candidato sindaco e un consigliere da un'altra parte. Credo di poter incrementare la percentuale del voto disgiunto ovviamente a mio favore''.
Quindi più voti al sindaco che alle liste?
''Voto alle liste certamente ma penso di poter raccogliere preferenze anche di carattere personale per quello che ho fatto, per quello che rappresento nella città anche dal punto di vista professionale, personale e di radicamento nella città, dell'amore per Viterbo e anche per la Viterbese. Sono un noto tifoso, non lo devo rivendicare in campagna elettorale perché lo sanno tutti. Lo sono sempre stato, sono un abbonato''.
In caso di ballottaggio con chi farebbe alleanze, accordi, apparentamenti?
''Gli apparentamenti, gli accordi li faccio prima di tutto con gli elettori. Di centrodestra e di centrosinistra. I cittadini rifletteranno su chi tra i due in corsa per il secondo turno è il candidato più valido per diventare sindaco. Se uno sarà quello del centrodestra, in questo caso Arena, dall'altra parte ci sono io. Spero e credo che gli elettori oramai hanno superato anche gli aspetti ideologici, siamo di fronte a elezioni amministrative e i viterbesi devono riflettere su chi può essere in grado e migliore a vincere le elezioni. Probabilmente poi di apparentamenti si parlerà a livello politico ma, ribadisco, quello più importante è l'accordo con gli elettori per far capire chi è il sindaco che può essere utile alla città tra i due che andranno al ballottaggio''.
Però i voti che possono arrivare da altri, al secondo turno potrebbero essere determinanti?
''Credo che gli accordi strutturali tra forze politiche o con liste civiche possono dare un valore aggiunto ma non sono determinanti per il ballottaggio. Gli accordi il sindaco li deve fare con la città, deve far passare il messaggio che è il migliore a guidare la città. Poi ci saranno accordi, non so neanche bene con chi. Con le liste civiche penso saranno più proponibili, più facili, anche con lo stesso Pd, ma sempre nell'ambito ovviamente del centrosinistra. Però il vero accordo è far passare l'idea che tu sei il sindaco che può dare molto alla città rispetto all'altro''.
Secondo le sue dichiarazioni quindi i due contendenti all'eventuale ballottaggio sarebbero Serra e Arena?
''E' quello che spero. Sono abbastanza convinto che il centrodestra che va unito verosimilmente porterà al ballottaggio il suo rappresentante. Da noi spero, per quanto mi riguarda, che la scelta giusta sia io. Questo poi ce lo diranno gli elettori''.
