ANNO 16 n° 274
Serra presenta le liste e rischia l'espulsione
''Basta parlare del Partito democratico in questa fase. Ora parliamo della cittą''
12/05/2018 - 07:34

VITERBO – ''Viterbo dei cittadini'' e ''Impegno comune''. Per la sua candidatura a sindaco Francesco Serra, ex capogruppo Pd in consiglio comunale, dovrebbe contare su due liste civiche (nelle ultime ore c’è stata la corsa a raccogliere le firme). La formalizzazione avverrà entro oggi. A mezzogiorno, infatti, scade il termine per la consegna.

L’operazione dell’area Panunziana quindi ha preso corpo e forma dopo il distinguo della cosiddetta minoranza dem sulla candidatura a sindaco per il Pd di Luisa Ciambella. Area, che a sua volta, aveva proposto la candidatura dello stesso Serra. Tiratasi fuori dalla lista Pd, la componente che fa capo al consigliere regionale ha lavorato sotto traccia a un proprio progetto. L’intesa con Filippo Rossi, che più di un rumors dava per probabile, non c’è stata e così Serra e company hanno tirato dritto. Una scelta che pone Serra e gli iscritti, che saranno nelle liste ''alternative'', fuori dal Partito democratico. C’è infatti una norma dello statuto per cui, ponendosi fuori dalla lista del Pd, rischiano l’espulsione.

''Forse ci espelleranno, quelli di noi in lista iscritti al Partito Democratico. Non lo so – commenta Francesco Serra - Il partito viterbese è diventato impraticabile, per cui se ci vorranno riprendere lo valuteranno in seguito. Ovviamente quando ci sarà una discussione. E dopo si affronteranno i cinque anni di amministrazione che non abbiamo potuto fare. Sarebbe stato opportuno almeno parlarne oltre che a scegliere l'eventuale candidato in comune. Vedere gli errori che sono stati commessi compresi i miei, non mi sarei sottratto al confronto, ma bisognava discuterne, ricreare le basi per affrontare diversamente la questione''.

''Però detto questo – rimarca Serra - da oggi si parla della città. Basta parlare del Partito Democratico in questa fase. Siamo di fronte alle elezioni amministrative, i cittadini meritano di parlare della città. Saranno loro a valutare, a farsi un'idea e concluderanno come vorranno, in democrazia''.






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