ANNO 16 n° 274
Serie D - Viterbese,
la partita della svolta
La crescita prosegue: squadra compatta e cinica, Farris il nocchiero giusto
08/10/2012 - 04:00

di Domenico Savino

Prova di maturità della Viterbese. Prova importante che segna in primo snodo della stagione. Non tutte le formazioni del girone saranno in grado di andare  imporre il proprio gioco a vincere a Castel Rigone. Gli umbri, costruiti per vincere, stanno facendo fatica e come la Viterbese alla vigilia della partita venivano da un successo convincente. Ma chi ha convinto per davvero è stata la Viterbese. Organizzata e spavalda al tempo giusto: compatta  e cinica quando serve cioè nel momento in cui si trova in vantaggio e deve difendere il gol che vale i tre punti.

Sintomatico che la capocciata di Vegnaduzzo arrivi nel momento in cui il Castel Rigone prova timidamente a vincere e Farris decide di inserire un attaccante Scardini: la scelta è puramente tattica. Il tecnico vuole attaccare e cerca la profondità che l'ex Flaminia garantisce meglio di Pero Nullo che ha diverse caratteristiche. La miglior difesa è l'attacco. E da un traversone perfetto giunge la rete. Non può essere un caso. E' un segnale preciso della ricchezza d'organico dei gialloblù e della piena fiducia che Farris nutre nei suoi giocatori che ne seguono idee e dettami. I comandi sono precisi, il lavorìo a livello mentale funziona.

Cioè nel momento di difficoltà non si sceglie di difendere ed arroccarsi: il messaggio diventa non avere paura, non intimorirsi di fronte a nessuno. Il contrario di quello che è accaduto ad esempio contro il FiesoleCaldine e arrivò la sconfitta in quel caso. A Castel Rigone il trionfo. La differenza è sostanziale, segno che i processo di crescita sta proseguendo, E per crescere è necessario prendere gli schiaffi, meglio se sonori.

E' una svolta che a Viterbo non si vedeva da tempo. E' il momento di spingere sull'acceleratore, pensare a se stessi macinare punti in un torneo equilibrato. Sentirsi per almeno ventiquattro ore al secondo gradino della classifica deve essere stata una bella sensazione. Merito del successo, ma soprattutto merito del gioco. E delle prestazioni. Sono quelle che fanno a differenze, la cui continuità è conseguenza della sicurezza dei propri mezzi.

La mano di Farris è netta in tutte le situazioni: il suo pensare positivo e il suo credo nel lavoro sul campo è fondamentale per far diventare un gruppo da normale a competitivo. E' un giovane allenatore, ma ha la fame giusta per emergere. Dimostra giorno dopo giorno di essere pienamente inserito nel progetto di cui è protagonista assoluto. Quando la Viterbese riuscirà a giocare in maniera sciolta anche contro le squadre che si chiudono e fanno densità nella loro metà campo e quando riuscirà ad evitare alcune amnesie difensive avrà completato la sua opera perchè sarà in grado di variare atteggiamento in ogni momento della partita. La squadra è devastante quando trova gli spazi, ma è attesa al varco di partite più ostiche e fisiche. 

Ma è già a buon punto se si considera che sono passate appena sei giornate di campionato. E il cammino da fare è lungo con la concreta possibilità di intervenire sull'organico per rimpolparlo non solo nella sessione invernale del marcato, ma anche qualche settimana prima. Ed è un vantaggio di tutto rispetto.






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