ANNO 16 n° 273
Serie D - La rinascita
di Viterbese e Flaminia
Entrambe vittoriose in campionato
le due compagini della Tuscia
22/11/2011 - 04:00

                                    di Domenico Savino

VITERBO - Meritano la copertina di giornata la Viterbese e la Flaminia. Due vittorie, due successi che servono a riprendere la settimana con il sorriso sulle labbra. Sei punti in totale non accadeva da tanto tempo. Si sentiva il bisogno di una domenica come quella appena trascorsa, che arriva al culmine di settimane zeppe di critiche, in cui il calcio era messo in secondo piano per far posto alle parole. Tante e forse troppe: meglio il lavoro e la concentrazione.

Più giusto pensare alle partite e a ciò che il rettangolo verde ha detto: responso positivo per la Flaminia, che gioca e si diverte: Puccica sta mettendo in pratica quella frasi profetiche che pronunciò al momento del suo insediamento: far tornare nei calciatori il piacere di giocare, di divertirsi. Perchè in fondo di calcio di tratta, di ventidue uomini che in pantaloncini corrono dietro un pallone. Troppe alchimie fanno male: una sconfitta ci può stare, ma se alla base c'è del lavoro, c'è un progetto vero, i risultati vengono di conseguenza.

Magari con qualche giornata di ritardo, ma arrivano. Puccica, che è un intenditore profondo di questo sport, ha capito tutto prima. Ha chiesto ai suoi sacrificio ed ora è ripagato con la moneta migliore. Una vittoria così roboante in trasferta (1-4 sul campo della vice capolista Spoleto) non se l'aspettava nessuno, tranne il buon Lillo, cosciente che i suoi avrebbero da un momento all'altro stupito.

Ma guai a cullarsi sugli allori, la caduta successiva è piuttosto dolorosa: lo sa la Viterbese che sta assumendo con grande fatica la mentalità della squadra provinciale che deve salvarsi e che a denti stretti difende il risultato. Ci sono ancora delle cose che non vanno bene, lacune che, si spera, il mercato possa colmare.

Intanto la costruzione del gioco, farraginosa e spesso demandata ai lanci lunghi della difesa, che sono preda degli avversari. Che sia un under o un over la Viterbese ha bisogno di un regista che si prenda la responsabilità di fare gioco, che prenda per mano la squadra, un leader in campo. La cattiva gestione della superiorità numerica: la gara andava chiusa prima sfruttando gli spazi che inevitabilmente il Castel Rigone ha lasciato liberi. Poi il silenzio stampa che perdura finchè 'non arrivano i risultati consoni agli obiettivi della Viterbese' ha detto il presidente Fiaschetti in un'intervista radiofonica a Radio Verde.

Per ora è necessario farsi bastare il tuffo acrobatico di Sabatino che porta in dote la vittoria. C'è la grinta, la voglia di portare a casa il risultato che è tipica di chi vuole salvarsi pensando gara dopo gara. E questo è un piccolo passo avanti. Giovedì intanto arriva l'intermezzo di coppa Italia contro l'Astrea, prima della delicata gara di Sansepolcro. Sarà utile dosare e le forze e concentrarsi su un solo obiettivo.

Nota di colore: l'huddle di stampo rugbistico fatto prima del fischio d'inizia sta a significare che il gruppo è compatto intorno al proprio allenatore. Sintomatico è che sia stato proprio l'autore del gol Sabatino a chiamare a raccolta i compagni. I ragazzi si abbracciano per farsi forza l'uno con l'altro, per andare oltre i problemi. E trovare la serenità: quella serenità richiesta anche dai tifosi.






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