ANNO 16 n° 274
Serie D - La Flaminia ''taglia'' sette giocatori
Budget limitato, ma i programmi della società non cambiano
20/10/2012 - 04:00

di Domenico Savino

Una sforbiciata in nome del budget. La Flaminia Civita Castellana decide, a causa della mancanza di due sponsor, di tagliare sette giocatori. Si tratta di Gay, Garat, Nori, Materazzo, Maranzano, Cordova e Soave. Solitamente i ''tagli'' si effettuano quando le cose non vanno bene dal punto di vista tecnico e sono necessarie drastiche decisioni per invertire la tendenza. E così sembrerebbe all’apparenza.

Ma la situazione alla Flaminia è diversa: il tecnico Puccica resta al suo posto, la squadra nonostante la penuria di punti (tre in sette gare) non difetta nell’impegno, mentre la crisi attanaglia anche il calcio e può succedere di doversi reggere solo con un main sponsor, la Flaminia appunto. Non si possono onorare gli impegni con tutti i tesserati e in considerazione del fatto che la finestra di mercato per i dilettanti apre tra quaranta giorni si offre la possibilità di trovarsi un’altra sistemazione.

''La società ha voluto comunicare in tutta franchezza la situazione ai giocatori – dicono dalle stanze di via Minio – e per correttezza nei confronti dei ragazzi che hanno dato tutto fino a questo momento abbiamo deciso di comunicare chi non rientra a far parte del progetto per soli motivi economici''.

E così Lillo Puccica si ritrova dirigere un gruppo di ventitre persone (trenta erano troppe per un campionato dilettanti) e questo consente di non mandare in tribuna almeno cinque persone ogni domenica; inoltre per la partita di domani contro il Trestina c’è la fondata possibilità che possano scendere in campo dal primo minuto ben cinque giocatori nati nel 1993. i

Il tecnico di Capranica non si spaventa di fronte alla situazione, anzi nel momento del bisogno è necessario essere ancora più compatti: ''So di avere meno scelta – dice l’allenatore di Capranica - ma ho il dovere di lavorare con i ragazzi che sono rimasti. A mio avviso le possibilità di salvarsi restano intatte perché la mia squadra gioca al calcio e lo fa bene. Ma stiamo attraversando un momento particolare in cui concretizziamo pochissimo a fronte di un notevole mole di gioco prodotta. Purtroppo nel calcio può succedere e sono convinto che questa storia finirà al più presto''.

Il trainer si sofferma anche sulla scelta del presidente Ciappici: ''Lo ammiro – confessa – e condivido la sue scelta. In tanti al suo posto avrebbero deciso di andare avanti tirando la corda. Ma poi questa si spezza  e c’è il rischio che tutto possa franare. Invece la società ha mostrato correttezza verso i ragazzi offrendo oro la chance di trovarsi un’altra squadra''.

Trestina gara fondamentale: ''Ormai per noi – conclude – sono tutte importanti, non cambia nulla. Magari riusciremo a vincere anche giocando male. Serve anche per l’autostima''. 






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