ANNO 16 n° 273
''Serbia terra di affreschi
e di spiritualitą''
A Palazzo dei Papi la mostra sull'arte bizantina tra l'XI e il XIV secolo
07/07/2011 - 15:35

Sarà allestita nella residenza papale di Viterbo la mostra ''Serbia terra di affreschi, Serbia terra di spiritualità'', un viaggio indietro nel tempo, per conoscere la cultura e l'arte bizantina sviluppatasi tra l'XI e il XIV secolo e racchiusa nei monasteri medievali del Paese balcanico, che è stata inaugurata ieri sera a Roma, nel Convento dei Ss. Apostoli.

Trentadue riproduzioni di affreschi e sculture, provenienti dal Museo nazionale di Belgrado, che vanta quasi 1.200 copie delle più importanti opere eseguite tra l'XI e il XV secolo. Certo, si tratta di riproduzioni, ma il messaggio lanciato con questa esposizione va al di là della materia: la Serbia, infatti, è soprattutto terra di cultura, di incontro e di religiosità. Concetti troppo spesso offuscati dai conflitti interetnici.

«Esistono sei mila affreschi in Serbia, molti dei quali oggi si trovano purtroppo in Kosovo», ha ricordato l'ambasciatore serbo presso la Santa Sede, Vladeta Jankovic. Come quelli che adornano i monasteri di Decani (ritenuto dagli studiosi l«'enciclopedia della pittura serba» per la molteplicità dei temi contenuti), di Pec, di Gracanica e la chiesa della Vergine di Ljevisa. «Questi quattro monumenti sono stati inseriti dall'Unesco nella lista dei beni in pericolo», ha poi aggiunto con rammarico Jankovic.

Tra le opere esposte a Roma, l«Arcangelo Gabrielè (monastero di Decani, 1342-1347); l»Annunciazione della Verginè (monastero di Mileseva, 1222) o la 'Morte di Anna Dandolò (monastero di Sopocani, 1272-1274, figlia di un doge veneziano e madre della regina Elena d'Angiò che venne data in sposa al re Uros I).

Dopo Firenze, dove è stata ospitata nella Chiesa di Santa Croce, e Roma (fino al 29 luglio), l'esposizione arriverà a Viterbo, per poi giungere a Trieste e Milano.






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