ANNO 16 n° 274
Sensi: ricorreremo
al consiglio di Stato
Delli Iaconi soddisfatto della sentenza del Tar: ''Ora serve collaborazione''
11/12/2015 - 02:01

di Roberto Pomi

VITERBO – Continua la battaglia termale. Il Tar ha dato ragione al Comune di Viterbo nel braccio di ferro con Terme dei Papi per il quantitativo di acqua utilizzabile dalla struttura. La sentenza è arrivata nella giornata di mercoledì. A Palazzo dei Priori hanno accolto la notizia con il sorriso, ma l'assessore Delli Iaconi si è precipitato nel mettere alla finestra un ramoscello di ulivo. Più a valle, in quel di Strada Bagni la famiglia Sensi invece non l'ha presa proprio bene.

A parlare è Fausto Sensi: ''La prima cosa a cui penso in questo momento è il ricorso al Consiglio di Stato. La decisione presa dal Tar è preoccupante, direi tragica per la situazione di Terme dei Papi. Penso alle 178 persone che lavorano nella nostra realtà imprenditoriale e non nascondo che sono preoccupato per il futuro''.

L'imprenditore non ha ancora avuto modo di analizzare nel dettaglio la sentenza, il succo del discorso però gli è chiaro. ''Con questo tipo di decisione viene messo tutto in discussione, si mette in crisi una realtà che è fiorente e si rischia di mandare all'aria una vita di lavoro su una struttura che, vorrei ricordarlo, è di proprietà del Comune''. Per i Sensi i giudici non hanno tenuto conto delle due relazioni, firmate nel 2006 e 2015 dal direttore di miniera Giuseppe Pagano, dove si mette nero su bianco che Terme dei Papi ha bisogno di 31,5 litri al secondo per funzionare al meglio.

La sentenza del Tar dimezza il quantitativo dagli attuali 40 litri al secondo a 22.

Di segno inverso la lettura che viene fatta in via Ascenzi 1. ''Abbiamo accolto positivamente la sentenza del Tar, che dà ragione alla posizione del Comune. Diciamo che non cambia molto sull’impostazione generale di questa amministrazione per quanto riguarda le politiche termali. La nostra posizione, espressa nella delibera di consiglio del luglio 2014, viene confermata oggi da una sentenza importante'', queste le prime dichiarazioni dell’assessore al Termalismo Antonio Delli Iaconi.

La sentenza del Tar, che dà ragione al Comune nel braccio di ferro con la famiglia Sensi, gestore storico di Terme dei Papi, apre un nuovo scenario. Intanto il Comune ha scritto alla Regione Lazio per chiedere l’anticipazione del rinnovo della concessione mineraria, in scadenza nel 2017, per avere modo di programmare la politica termale delle subconcessioni.

A fine dicembre arriveranno inoltre i risultati di uno studio che sta conducendo l’Unitus proprio sull’efficientamento dell’utilizzo delle acque termali nel funzionamento di Terme dei Papi.

''Si tratta – spiega l’assessore – di uno studio specifico dell’Unitus sulla quantità di acqua necessaria per far funzionare al meglio Terme dei Papi, che non ci dimentichiamo sono di proprietà del Comune. Mi piace pensare che questo attuale sia un momento di pace tra i vari attori coinvolti. Negli ultimi mesi ho notato che il clima si è rasserenato. Le stesse Terme dei Papi hanno accolto di buon grado l’azione dell’Università della Tuscia e attendiamo tutti la relazione, dove saranno indicati anche consigli su come utilizzare al meglio l’acqua e rendere la struttura più efficiente sotto questo punto di vista''.

Si apre una partita interessante anche per le ex Inps. ''Nel quadro del rinnovo delle subconcessioni abbiamo lo spazio utile per prospettare una ripartenza. Diciamo che oggi ci sono maggiori sicurezze rispetto al passato'', chiude Delli Iaconi.

Peccato che i Sensi non condividano questi sentimenti positivi e sullo studio dell'Unitus Fausto Sensi si esprime così: ''Sarebbe stato utile conoscere anche questi dati, per avere una sentenza più consapevole dello stato delle cose''. La battaglia continua.

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