ANNO 16 n° 273
Sei ergastoli per omicidio di Lea Garofalo
31/03/2012 - 09:39

Sei ergastoli per l'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia sequestrata, uccisa e sciolta nell'acido nel 2009 nel milanese. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Milano che ha accolto le richieste dei pm e condannato al carcere a vita l'ex compagno della donna e gli altri 5 imputati.

I giudici della Prima Corte d'Assise hanno condannato l'ex compagno di Lea, Carlo Cosco, e Vito Cosco a 2 anni di isolamento diurno, mentre Giuseppe Cosco, Carmine Venturino, Rosario Curcio e Massimo Sabatino ad un anno di isolamento diurno. I danni patiti dalle parti civili, hanno stabilito i giudici, verranno determinati in separata sede. Come provvisionale, però, gli imputati dovranno risarcire la figlia della vittima, Denise Cosco, con 200mila euro. 25mila al Comune di Milano.

Marisa Garofalo, sorella di Lea, ha commentato così a Sky Tg24 la notizia: «Avrei voluto mia sorella viva. E' stata fatta giustizia. Lei ha dato la sua vita per lo Stato. Non era stata protetta a sufficienza, ma giustizia è stata fatta.»

Era arrivato anche don Luigi Ciotti, presidente della storica associazione antimafia Libera, in Tribunale. Davanti all'aula della prima corte d'assise, c'era anche Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto. Oltre ad alcuni parenti, c'erano anche molti ragazzi di Libera che hanno seguito tutte le udienze del processo. «Dobbiamo inchinarci davanti a una ragazza giovane che ha saputo trovare il coraggio di spezzare i cerchi mafiosi. L'ha fatto per sua madre, per dare giustizia a sua madre», ha dichiarato Don CiottiLo, che questa sera ha assistito con Denise Cosco, figlia di Lea, alla lettura della sentenza. Coraggiosa davvero, se si pensa che i condannati sono il papà, gli zii e l'ex fidanzato di Denise.

Accolte le richieste dei pm. I giudici dunque hanno accolto in pieno la richiesta del pm della Dda di Milano Marcello Tatangelo che ha coordinato le indagini, assieme all'aggiunto Alberto Nobili. Le motivazioni arriveranno tra 90 giorni.

Secondo l'accusa, Lea Garofalo sarebbe stata sequestrata il 24 novembre 2009 a Milano e uccisa il giorno successivo e poi il corpo sarebbe stato sciolto in 50 litri di acido in un magazzino nell'hinterland tra Milano e Monza. Le ultime immagini della donna in vita, filmate dalle telecamere, la vedono salire sulla macchina di Carlo Cosco in zona Arco della Pace. La donna, che aveva raccontato agli inquirenti negli anni fatti di una faida di 'ndrangheta, è stata uccisa, secondo quanto ricostruito dal pm, in particolare per quanto sapeva su un omicidio avvenuto nel '95. Si tratta di un rarissimo caso di lupara bianca a Milano, con modalità, lo scioglimento nell'acido, mai viste in Lombardia.

Ilmessaggero.it






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