

VITERBO – (aml) Andrea Egidi ci riprova. Per il terzo mandato come segretario provinciale del partito democratico. A sostenere la sua ricandidatura due dirigenti donne che non sempre hanno condiviso le posizioni del segretario uscente: Tiziana Lagrimino ed Elena Tolomei (sindaco di Blera) e poi Paolo Aleandri capogruppo dem a Civita Castellana. Non a caso Egidi dichiara: ''Rivendichiamo con orgoglio che a sostegno della mia candidatura esistono esperienze diverse, non mi convince la riproposizione del modello Ds-Margherita. Il Pd è un grande partito che ha l’ambizione di governare il Paese è quindi importante il confronto tra idee ed esperienze differenti''. Lui prima più vicino ad Orlando, ora maggiormente propenso verso Fioroni ma comunque tutti sotto l’egida di Renzi. ''Naturale contaminarci per fornire un contributo diverso, l’importante è praticare quel messaggio di impianto uscito dalle primarie del 30 aprile''. E lancia un appello: ''Si eviti di basare la campagna congressuale sulla logica del chi sta con chi. L’opinione pubblica è più interessata a capire cosa intendiamo fare che alle discussioni interne''.
E ligio a tale proposito non fa alcun cenno alla sua vice Manuela Benedetti che si presenta per contendergli il ruolo di segretario provinciale.
Ma se Egidi punta sulla concretezza rivendicando l’aver operato bene certificato dal risultato ottenuto alle Provinciali ''un esito che in pochi immaginavano dopo le amministrative del 2017 che, per la prima volta, non sono andate bene. Invece esprimiamo 6 consiglieri su 12'' gli altri presenti invece non mancano di stigmatizzare ''il cambiamento repentino'' della Benedetti. Tiziana Lagrimino si dice dispiaciuta e invita ad andare avanti con ''lo sguardo rivolto al futuro senza dare attenzione alle chiacchiere di un piccolo gruppo che io definisco di socialisti''. Ripartire ''da questo tavolo in cui sono rappresentate tutte le anime renziane e come Renzi io penso che il Pd debba allargare i propri confini per arginare i populismi. Auspico un più forte radicamento e il ritorno al dialogo e al confronto con i territori e un cambio di passo nel rapporto con i nuovi consiglieri regionali. La Tuscia non può continuare ad essere considerata l’ultima provincia dell’impero''.
Anche la sindaca di Blera Tolomei riferendosi alla Benedetti sottolinea ''non capisco come si possa rinnegare quanto di buono è stato fatto in questi anni anche grazie a lei''. Poi riportando l’attenzione sulla candidatura di Egidi rimarca ''parte di noi nasce con i comitati Renzi, anche se io rifiuto le connotazioni di renziani della prima, della seconda o della terza ora. Abbiamo superato le logiche della contrapposizione, Andrea ha aperto alla discussione e oggi ci troviamo su un percorso condiviso e in questi anni nonostante le divisioni abbiamo lavorato molto sui territori''.
Importante per la Tolomei il rinnovamento che non si traduce esclusivamente ''con il rinnovo delle figure, anzi le esperienze già rodate costituiscono un’ottima base come nel caso di Andrea che ha saputo bilanciare e comporre il variegato mondo interno al Pd''.
Anche Aleandri esprime dispiacere per ''quegli amici che hanno interrotto un percorso con cui vogliamo imprimere al partito viterbese lo stesso slancio di rinnovamento avviato a livello nazionale sin dal 2012''. Il capogruppo dem civitonico rivela che aveva carezzato l’idea di candidarsi ''ma sarebbe stata letta come una divisione''.
''Sosterremo Egidi – rimarca – perché siamo convinti che le nostre idee e le nostre istanze cammineranno sulle sue gambe”. A cominciare da un nuovo rapporto con la Regione. ''La nostra provincia è stata gestita in modo feudale. Ripensare al nodo con la Pisana diventando interlocutori diretti non bypassati dai giornali''. Intanto a Zingaretti manda a dire che occorre una ''linea chiara su sanità e trasporti senza dover contrattare ogni volta con il consigliere regionale di turno''.