ANNO 16 n° 267
Seconda tappa della manifestazione 'Tuscia in Movimento'
Sposetti: 'C’'è ancora una grossa possibilità che il nostro territorio venga interessato dal deposito di rifiuti radioattivi nazionale'
Giulia
24/02/2025 - 07:01
di Giulia Ortenzi

TARQUINIA - Il 6 aprile 2025 si terrà la seconda tappa della manifestazione 'Tuscia in Movimento' per esprimere il fermo dissenso delle amministrazioni locali contro la proposta di realizzare un deposito nazionale di rifiuti radioattivi nella Tuscia. L’iniziativa avrà luogo presso il Parco Archeologico di Vulci, uno dei luoghi più rappresentativi della nostra provincia, e vedrà la partecipazione dei sindaci di Montalto di Castro, Tarquinia, Tuscania, Arlena di Castro, Piansano, Tessennano, Canino, Cellere e Ischia di Castro.

La Tuscia è da tempo impegnata a fronteggiare la possibilità di ospitare queste infrastrutture destinate ad accogliere circa 95.000 metri cubi di rifiuti radioattivi, di cui 17.000 a media e alta attività, pericolosi e difficili da smaltire. Nella sola provincia di Viterbo sono stati individuati ben 21 siti potenzialmente idonei, suscitando forti preoccupazioni a livello ambientale, sanitario ed economico.

A queste preoccupazioni si aggiunge un altro elemento sollevato dal sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, che ha ribadito l’urgenza di fermare questo progetto, rivelando come la questione sia ancora lontana dall’essere risolta: 'Il pericolo purtroppo non è ancora terminato. C’'è ancora una grossa possibilità che il nostro territorio venga interessato dal deposito di rifiuti radioattivi nazionale. Questa è una cosa che vogliamo in tutti i modi scongiurare e faremo tutto quello che è in nostro potere per evitare che venga realizzato'.

Le problematiche sollevate da Sposetti sono molteplici e riguardano non solo la sicurezza e la salute dei cittadini, ma anche l’impatto che una simile infrastruttura avrebbe sull’immagine e sul futuro della Tuscia. 'In primis c'è una questione di immagine – ha continuato Sposetti – La Tuscia vuole puntare sul turismo come motore principale della propria economia. Fino ad oggi la nostra provincia ha vissuto anche di agricoltura e, seppur l’agricoltura stia attraversando un periodo difficile, le bellezze naturali e paesaggistiche della Tuscia sono indiscutibili. Se questo deposito venisse realizzato, comprometterebbe non solo la sicurezza, ma anche la nostra capacità di attrarre turismo. Vogliamo che la Tuscia continui a mantenere intatto il suo patrimonio naturale, che rappresenta uno dei suoi principali punti di forza.' 

I sindaci della Tuscia, uniti anche dai comitati civici e dagli esperti, hanno già espresso il loro dissenso nei confronti del progetto, richiamando l’attenzione sul fatto che l’area sia inadatta a ospitare rifiuti ad alta radioattività. Il rischio per la salute pubblica, la sicurezza e l’ambiente è ritenuto troppo alto, mentre l’impatto economico potrebbe essere devastante per il turismo e l’agricoltura, settori che rappresentano il cuore pulsante della provincia.

La manifestazione del 6 aprile ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla gravità della situazione, chiedendo il supporto di tutti i cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali per fermare la realizzazione del deposito e difendere l'integrità della nostra terra.






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