


CASTEL SANT'ELIA - Apprendiamo con stupore sulle testate giornalistiche le recenti dichiarazioni della consigliera di maggioranza Marzia Piacenti che oggi sembra voler impartire lezioni sul ruolo e sull'operato della minoranza, dimenticando però alcuni aspetti fondamentali della realtà amministrativa e politica del nostro Comune.
È doveroso fare una premessa. Fino al momento delle sue dimissioni da assessore, la stessa consigliera Piacenti definiva la minoranza una forza collaborativa, una novità positiva e una concreta opportunità per il paese. Nei giorni scorsi, dopo aver rinnegato nei fatti l'operato della propria maggioranza e della coalizione che l'ha sostenuta, sembra aver cambiato completamente posizione, arrivando persino a criticare chi continua a mantenere un atteggiamento responsabile e coerente.
La minoranza, fin dal proprio insediamento, ha rispettato l'impegno assunto con gli elettori: svolgere il proprio ruolo con serietà, vigilanza e spirito costruttivo, affiancando l'amministrazione ogni volta che ciò fosse stato utile per il bene della comunità. Coerenza, rispetto istituzionale e senso di responsabilità hanno caratterizzato il nostro operato e continueranno a farlo.
In merito alla votazione tanto contestata dalla consigliera Piacenti, riteniamo necessario precisare che la minoranza ha depositato formalmente le proprie motivazioni (già pubblicate sul sito istituzionale del Comune), spiegando in modo chiaro e trasparente le ragioni del voto espresso. Pertanto, ogni tentativo di strumentalizzare quella decisione appare non solo scorretto, ma anche privo di fondamento.
La nostra posizione è semplice e lineare: chi non paga le tasse deve essere chiamato a farlo, nel rispetto di tutti quei cittadini che ogni anno adempiono regolarmente ai propri obblighi tributari.
Proprio per questo motivo abbiamo ritenuto corretto e responsabile sostenere la misura della 'Rottamazione Quinquies', offrendo ai contribuenti debitori una concreta opportunità per regolarizzare la propria posizione e rientrare nei propri obblighi verso la collettività.
Si è trattato di un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini e dell'ente, soprattutto alla luce di un dato che non può essere ignorato: i crediti non riscossi ammontano a circa 700mila euro, una cifra estremamente rilevante per le casse comunali e per la programmazione dei servizi destinati alla comunità.
È altresì doveroso ribadire che i cittadini che pagano regolarmente tasse e tributi non possono e non devono essere considerati cittadini di serie B. Al contrario, sono proprio loro a meritare tutela, rispetto e riconoscenza da parte delle istituzioni. Allo stesso tempo, è necessario promuovere una cultura della responsabilità, educando chi è inadempiente al rispetto delle regole e degli obblighi verso la comunità.
A questo punto una domanda sorge spontanea. La consigliera Piacenti ha ricoperto per ben otto anni il ruolo di assessore al bilancio. Possibile che in tutto questo tempo non si sia accorta dell'ingente ammontare dei crediti accumulati? Possibile che una situazione di tale portata non abbia mai suscitato preoccupazione o richiesto interventi più incisivi? Sono interrogativi legittimi ai quali i cittadini meritano risposte chiare.
Per quanto riguarda la votazione sfavorevole tanto enfatizzata dalla consigliera Piacenti sulle tariffe TARI, è opportuno ricordare che quando ricopriva l'incarico di assessore non era nemmeno a conoscenza delle migliorie offerte dalla ditta affidataria del servizio di raccolta differenziata, comprese quelle agevolazioni tariffarie che oggi rivendica e sbandiera come un proprio risultato. Un dettaglio che dovrebbe indurre a una maggiore prudenza prima di attribuirsi meriti o distribuire giudizi.
Invitiamo pertanto la consigliera Piacenti a riflettere sul proprio operato e sulle proprie scelte politiche, anziché concentrarsi nel suggerire alla minoranza come svolgere un ruolo che conosce perfettamente e che continua a esercitare nell'interesse esclusivo della collettività.
Il nostro paese ha bisogno di un cambio di passo, di una nuova mentalità e di un diverso modo di amministrare. Non servono guerre personali, contrapposizioni continue o polemiche costruite per ottenere visibilità. Serve invece una politica capace di unire, progettare e guardare al futuro. Le condizioni in cui versa il paese sono sotto gli occhi di tutti.
Se la consigliera Piacenti ritiene davvero di non condividere più l'operato della propria maggioranza e della coalizione di cui continua a fare parte, allora abbia il coraggio politico di trarne le conseguenze fino in fondo, dimettendosi dal ruolo di consigliera di maggioranza. Sarebbe un gesto coerente con le posizioni che oggi manifesta pubblicamente.
Diversamente, appare difficile non leggere questa permanenza tra i banchi della maggioranza come una scelta dettata da opportunità politiche e da future ambizioni personali. È legittimo avere aspirazioni politiche, ma non è corretto utilizzare il dibattito amministrativo per costruire consenso personale.
Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: rimanere una minoranza coerente, responsabile e rispettosa del mandato ricevuto dai cittadini. Continueremo a collaborare quando sarà necessario per il bene comune, senza inseguire interessi personali né visibilità mediatica.
Le accuse e le lezioni impartite attraverso i giornali non ci intimidiscono. A chi oggi pretende di insegnare agli altri come fare politica, chiediamo semplicemente la stessa coerenza che viene richiesta agli avversari.
La credibilità si costruisce con i fatti, non con le dichiarazioni.
Lo dichiarano in una nota i consiglieri di minoranza del gruppo Siamo Castello Eleonora Falconetti, Liliana Mazzolini e Elvio Parmeggiani