

VITERBO - ''Dieci giorni di tempo'': è questo il tempo intercorso tra la chiamata della giovane 23enne incinta alla Asl e la data fissata per l'appuntamento per il monitoraggio. La Asl di Viterbo ricostruisce la vicenda della ragazza, invitata dalla sua ginecologa a presentarsi al pronto soccorso fingendo dolori per poter fare il monitoraggio d'urgenza, prima di entrare nella 41esima settimana.
''Se la ragazza avesse avuto una gravidanza a rischio sarebbe stato giusto ricorrere al pronto soccorso -sottolinea l'azienda sanitaria-. In assenza di problemi particolari, non è chiaro perché abbia atteso di trovarsi a pochi giorni dalla scadenza del tempo per richiedere la visita di monitoraggio''.
La Asl di Viterbo sottolinea come da diverso tempo sia stato introdotto il percorso nascita che prevede tra l'altro l'agenda di gravidanza dove vengono fissati in anticipo tutti gli appuntamenti per le visite di controllo. Se la giovane avesse seguito la procedura non ci sarebbe stato problema per l'appuntamento.
La Asl, sottolineando come questo percorso e l'agenda di gravidanza siano stati addirittura presi a modello da altre aziende, ribadisce che tra la chiamata della giovane incinta e la data della visita sono intercorsi 10 giorni.
''La donna si è rivolta all'ambulatorio di ostetricia e l'appuntamento fissato era stato preso il 4 luglio: 40 settimane più due giorni.