ANNO 16 n° 274
Scuole contro: Quel
corso non si può fare
Il Paolo Savi chiede chiarezza ad una nuova offerta formativa dell'Orioli
20/12/2013 - 02:01

VITERBO – La pubblicità è l'anima del commercio? Può darsi, ma quando il regime di concorrenza s'allarga – invade – anche la cosa pubblica, nel suo aspetto più sacro, quello dell'istruzione, allora qualche domanda bisognerebbe porsela. In modo corretto e mica sguaiato, senza scadere nelle polemiche, ma con lo scopo di fare chiarezza. E chiedono chiarezza quelli dell'istituto tecnico economico Paolo Savi (da sempre chiamato per comodità, soprattutto degli studenti “Ragioneria”) nei confronti di un'altra scuola superiore pubblica del capoluogo, l'Iis Francesco Orioli. I quali, quelli del Savi, hanno prodotto un pacato comunicato stampa affinché sia fatta luce su questa storia, che capita tra l'altro in un momento particolare, quello dell'orientamento, delle “scuole aperte”, quando gli studenti e le famiglie sono chiamati a scegliere il futuro percorso di studi. Scelte spesso cruciali, per la crescita di un ragazzo, e per la sua formazione culturale, professionale e umana.

“Il chiarimento diventa necessario in quanto da parte dell’istituto Francesco Orioli di Viterbo si continua a pubblicizzare l’apertura di un corso diurno Itc Amministrazione, Finanza e Marketing Relazioni internazionali per il Marketing per il quale, a tutt’oggi, non è in possesso delle necessarie autorizzazioni”, scrivono il dirigente scolastico, i docenti e il personale tutto del Paolo Savi.

Cioé: l'Orioli pubblicizzerebbe – anche con manifesti e volantini – un nuovo corso rivolto agli studenti, lo stesso già proposto da anni dal Savi. Ma senza averne i requisiti, sostengono dal Ragioneria. “Anche il Provveditorato si è espresso in questo senso, sottolineando come la scuola non avrebbe seguito il percorso necessario per attivare l'offerta descritta. E pure i sindacati, tutti tranne uno, hanno bollato questa azione come irrispettosa, in un documento ufficiale”. C'è poi da dire che la specializzazione proposta varrebbe soltanto per il triennio finale, e che dunque sarebbe giocoforza attiva (qualora venisse concessa ufficialmente) minimo tra due anni, se non di più. Può succedere però che gli studenti quattordicenni, e le loro famiglie, non siano a conoscenza di questi aspetti tecnici e burocratici: leggono, si convincono, e si iscrivono. Con tutte le conseguenze del caso. “Poiché la scelta della scuola superiore è fondamentale ed impegnativa, in quanto influenza e determina la crescita totale della persona – concludono dal Paolo Savi, ribadendo di non aver alcuna intenzione di fare polemica - in questo momento delicato è importantissimo che le informazioni trasmesse dalle scuole superiori siano chiare e, soprattutto, rispondenti al vero per il bene dei ragazzi che ci affidano il loro futuro”.

E certo, la concorrenza e il libero mercato possono anche entrare nell'istruzione, anzi ci sono già entrati grazie a tante riforme e con le scuole private che – giustamente – fanno il loro lavoro. Tutto un altro conto se un istituto pubblico cerca di pescare nel lago di un altro istituto statale. Utilizzando magari anche esche artificiali, o artificiose.

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