


di Fabio Tornatore

VITERBO - Autorizzata la formazione e l'abilitazione dei docenti di sostegno per la scuola di ogni ordine e grado: saranno 30 mila circa i nuovi insegnanti che si formeranno per l'accessibilità e l'inclusione nell'istituzione dell'istruzione delle nuove generazioni. Gli studenti di ogni età, dall'infanzia alle scuole superiori, potranno contare su docenti preparati e formati nell'inclusione scolastica e nelle più moderne metodologie didattiche.
Nuovo investimento dunque nelle professioni della cultura, per rendere l'istruzione pubblica accessibile a tutti, abbattere le barriere che la società spesso erigere e promuovere l'inclusione. Nuovo step di formazione, a pagamento per gli insegnanti, con costi spesso anche superiori a 2000 euro, per accedere alle classi di concorso di sostegno. Tra le professioni considerate ad alta formazione, tra laurea, spesso più di una, specializzazione, abilitazione a cui si accede per concorso, spesso più di una, altro concorso per l'assunzione a tempo indeterminato, per i docenti italiani arriva anche l'abilitazione per diventare docenti di sostegno.
Aperto il bando per il nuovo TFA (Tirocinio Formativo Attivo) per docenti di sostegno: 30241 in tutto: 4.553 posti nella scuola dell'infanzia, scuola primaria 11.698 posti, scuola secondaria di I grado 4.842 posti e scuola secondaria di II grado 9.148 posti. All'Università degli studi della Tuscia autorizzati 100 posti per l'infanzia, 400 per la primaria e 270 per le superiori. Zero pesti alle scuole medie.
Le prove per i test preselettivi si svolgeranno il 14 luglioper la scuola dell’infanzia, il 15 luglioper la scuola primaria, 16 luglio per le medie e il 17 per la scuola secondaria di II grado.
Nonostante l'altissima formazione e la richiesta di titoli elevatissimi per l'accesso alla professione, richiesta non equiparabile a nessun altra professione in Italia, i docenti del Bel Paese continuano ad essere tra i meno pagati d'Europa e del mondo occidentale. Dall'anno 2026 anche il bonus di 500 euro l'anno, garantito ai docenti per la propria formazione, è stato ridotto di circa un terzo, facendo ricadere anche la formazione, doverosa per ogni insegnante, sul bilancio familiare di maestri e professoresse.