


VITERBO - (sim.lup.) - Scuole, quattro nuovi indirizzi nella Tuscia a partire da settembre: a Viterbo il liceo coreutico al Santa Rosa e la scuola per odontotecnico al Paolo Savi. In provincia, il diploma in ''Gestione delle acque e risanamento ambientale'' all’istituto Canonica di Vetralla e quello in ''Servizi culturali e dello spettacolo'' al Giuseppe Colasanti (Civita Castellana).
Il via libera è arrivato nei giorni scorsi dal tavolo regionale per il dimensionamento scolastico. Soddisfatto il consigliere provinciale con delega all’Istruzione Eugenio Stelliferi: ''Si tratta di un risultato importante che portiamo a casa insieme a tutti gli attori coinvolti in questo percorso. I nuovi indirizzi sono stati concordati e approvati all’unanimità da parte dell’osservatorio scolastico provinciale, approvati il 18 novembre dal consiglio provinciale e portati al tavolo del dimensionamento regionale''.
''Ci sono un paio di indirizzi importanti - continua Stelliferi - ad esempio il coreutico al Santa Rosa, dove è già attivo l’indirizzo musicale, che darà la possibilità ai ragazzi interessati a intraprendere un percorso legato alla danza di poterlo fare senza doversi spostare fuori provincia. Così come altrettanto importante è un altro indirizzo nuovo che mancava nella Tuscia: gestione delle acque al Canonica di Vetralla, un tema di grande importanza per la tutela dell’ambiente”.
Per il Paolo Savi l’indirizzo odontotecnico rappresenterà un’occasione di rilancio: ''Quando uscì la riforma tributaria l’istituto aveva 1500 iscritti, oggi invece soffre”. Lo stesso indirizzo è già attivo al Colasanti di Civita Castellana, ma ''non sorgeranno 'conflitti', quello di Viterbo si rivolge ai ragazzi del nord della provincia''.
Al tavolo regionale Stelliferi ha espresso da parte dei sindaci della Tuscia la necessità di portare all’attenzione del legislatore, tramite la conferenza Stato-Regioni, una revisione dei numeri del dimensionamento scolastico: ''La scuola – ha detto - non è una spesa, ma un investimento. Chiudere la scuola in un paese perché si sono pochi studenti significa decretare la morte cerebrale di un luogo, che a quel punto non diventa più appetibile per essere vissuto e di conseguenza viene abbandonato. Per cui mantenere le scuole aperte nei borghi è strategico e fondamentale anche per la manutenzione e il controllo del territorio''.