ANNO 16 n° 71
Scritte sataniche sui muri e sulla chiesa di San Faustino: tre denunciati, foglio di via per due
Il Questore di Viterbo dispone misure di prevenzione dopo gli imbrattamenti nel centro
12/03/2026 - 12:20

VITERBO - Dopo gli imbrattamenti comparsi nei giorni scorsi nel centro storico di Viterbo, arrivano i primi provvedimenti delle autorità. Il Questore ha infatti disposto alcune misure di prevenzione nei confronti dei responsabili delle scritte vandaliche comparse sulla facciata della Chiesa dei Santi Faustino e Giovita e sui muri di alcune abitazioni della zona.

Le scritte, realizzate con vernice spray nera e caratterizzate da chiari riferimenti al satanismo, erano state scoperte nelle prime ore del mattino del 6 marzo in piazza San Faustino, suscitando forte sconcerto tra i residenti del quartiere.

Le indagini sono state avviate immediatamente dagli agenti della Polizia di Stato, in particolare dal personale della Digos della Questura di Viterbo. Grazie anche alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, gli investigatori sono riusciti in breve tempo a identificare tre persone ritenute responsabili degli imbrattamenti, ricondotti a un’azione vandalica.

I soggetti individuati, già noti alle forze dell’ordine per precedenti penali e di polizia, sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria con l’accusa di imbrattamento di beni di interesse storico e artistico.

A seguito degli accertamenti, il Questore di Viterbo ha inoltre adottato ulteriori provvedimenti nei confronti di due dei tre responsabili, che non risultano residenti nel capoluogo. Per loro è stato disposto il rimpatrio nel comune di residenza con foglio di via obbligatorio e divieto di ritorno a Viterbo.

Nei confronti degli stessi è stata applicata anche la misura di prevenzione dell’avviso orale, provvedimento che invita formalmente i destinatari a mantenere una condotta conforme alla legge. Il foglio di via, invece, impone ai soggetti interessati di non fare ritorno nel territorio comunale da cui sono stati allontanati.

L’episodio aveva colpito particolarmente la comunità locale, sia per il luogo preso di mira – uno degli edifici religiosi storici della città – sia per il contenuto delle scritte, ritenute offensive e inquietanti dai cittadini.

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