ANNO 16 n° 268
Scritta “Casa del Balilla” al liceo Buratti, Panunzi presenta una mozione in Regione: «Va rimossa»
Il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio chiede un intervento del Ministero della Cultura per chiarire le modalità del ripristino della scritta e garantire coerenza con la storia dell’istituto intitolato al partigiano Mariano Buratti
25/07/2026 - 19:55

 

VITERBO – La vicenda della scritta “Casa del Balilla” comparsa sulla facciata del liceo classico Mariano Buratti arriva in Consiglio regionale del Lazio. Il vicepresidente dell’assemblea regionale Enrico Panunzi ha presentato una mozione con cui chiede un intervento istituzionale per fare chiarezza sulle modalità che hanno portato alla ricomparsa della scritta e sollecitare la rimozione del simbolo.

«La storia è una. L’Italia è una. È quella repubblicana, fondata sulla Costituzione e sui valori dell’antifascismo», afferma Panunzi, sottolineando come la presenza della scritta su un edificio scolastico intitolato a Mariano Buratti rappresenti, a suo giudizio, una contraddizione con l’identità dell’istituto.

Il vicepresidente del Consiglio regionale ricorda infatti la figura di Buratti, partigiano, militare italiano e medaglia d’oro al valore, che sacrificò la propria vita nella lotta contro il nazifascismo.

«Ritengo inaccettabile che la scritta “Casa del Balilla” campeggi sulla facciata di una scuola intitolata a Mariano Buratti, partigiano, militare italiano e medaglia d’oro al valore, che ha sacrificato la propria vita per la libertà del nostro Paese».

Nella mozione presentata in Consiglio regionale, Panunzi chiede che venga sollecitato il Ministero della Cultura, competente sulla vicenda, affinché venga chiarita la documentazione storica alla base del ripristino della scritta e siano verificate le modalità con cui si è arrivati alla sua ricomparsa.

«La ricomparsa della scritta “Casa del Balilla” sulla facciata del liceo Mariano Buratti non può lasciarci indifferenti. Parliamo di una scuola, un luogo dove ogni giorno si formano coscienze e cittadini».

Secondo Panunzi, il riferimento non sarebbe a un semplice elemento storico, ma a un simbolo legato alla propaganda fascista.

«La scritta non richiama un semplice fatto storico, ma uno degli strumenti della propaganda fascista. Riproporla su un edificio dedicato a Mariano Buratti, ucciso da quel regime, rappresenta una contraddizione inaccettabile».

Il consigliere regionale auspica quindi un percorso istituzionale condiviso tra Regione, Ministero e comunità locale per ristabilire un collegamento coerente tra il nome della scuola, la sua funzione educativa e i principi costituzionali.

«Con questa mozione chiedo che la Regione Lazio si faccia promotrice nei confronti del Ministero della Cultura di un percorso istituzionale che restituisca piena coerenza tra l’identità del liceo, la sua funzione educativa e i principi della nostra Costituzione».

Panunzi conclude ribadendo il valore della memoria storica e del ruolo educativo delle scuole.

«Sono convinto che questa battaglia vada combattuta. Lo dobbiamo a chi ha dato la vita per la libertà e alle nuove generazioni, che nelle scuole devono trovare luoghi capaci di educare alla democrazia, al rispetto e alla convivenza civile».






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