


NEPI - I finanzieri del Comando Provinciale di Viterbo hanno scoperto, in zona Settevene (VT), un vero e proprio opificio per la produzione completa di sigarette, dal tabacco trinciato al pacchetto confezionato e imballato in stecche. Sono stati sorpresi, intenti nella lavorazione, 7 soggetti, mentre, alla guida di un autocarro carico di tabacchi lavorati è stata fermata un’altra persona. L’operazione ha consentito il sequestro di circa 20 tonnellate di tabacco (parte sfuso e parte già prodotto finito).
Nei giorni scorsi, una pattuglia della Compagnia di Civita Castellana, durante un servizio di controllo economico del territorio, è stata insospettita dai movimenti di carico merce frettolosi e concitati nei pressi di un capannone già da qualche tempo attenzionato. Il successivo controllo stradale del mezzo pesante, immessosi sulla S.S. Cassia in direzione Roma, ha permesso di riscontrare un carico di circa 6 tonnellate di tabacchi lavorati recanti tutti marchi “Winston” e “Marlboro” contraffatti in modo impeccabile, ma traditi dal riportare, su ogni pacchetto, lo stesso numero seriale. Il conducente italiano, che avrebbe percepito circa 1000 euro per il trasporto, è stato tratto in arresto in flagranza di reato.
Alla luce degli elementi acquisiti e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Viterbo, è stato immediatamente predisposto l’intervento presso lo stabile ove era stato monitorato il carico. Con la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Civita Castellana per l’abbattimento delle porte blindate a custodia dell’ingresso, le fiamme gialle hanno fatto accesso nell’immobile, scoprendo una vera e propria fabbrica occulta del tabacco, concepita e costruita per produrre in frode del regime di monopolio, senza soluzione di continuità, articoli da fumo, nonché sorprendendo 7 persone di nazionalità paraguaiana intente nella lavorazione.
L’estesa perquisizione dei locali ha portato al rinvenimento, nell’area principale di produzione, di vani insonorizzati con pannelli fonoassorbenti per contenere al massimo i rumori dei macchinari in uso. L’impianto, pienamente in funzione, consentiva – a partire da materiali grezzi, attraverso una sofisticata e automatizzata catena di montaggio – di sfornare ininterrottamente pacchetti di sigarette a marchio “Wintson”, “Marlboro Red” e “Marlboro Gold”, in tutto e per tutto identici agli originali, come confermato dal perito delle multinazionali prontamente intervenuto a supporto delle operazioni. Inoltre, collegati ai macchinari sono stati rilevati un sistema di condutture portanti a delle canne fumarie per lo smaltimento dei fumi, delle camere climatiche d’essiccazione riscaldate ad elevatissime temperature, mediante collegamenti elettrici ad alta tensione, e dei gruppi elettrogeni alimentati da una rilevante quantità di gasolio per evitare consumi elettrici eccessivi, agevolmente rilevabili tramite i gestori.
Il processo di produzione, oltre che per la contraffazione e la frode delle accise, presentava profili di rischio per gli ignari consumatori finali in considerazione della totale assenza di controlli sanitari e delle rudimentali modalità di trattamento del tabacco rinvenuto.
Sempre all’interno della struttura, adiacenti all’area di lavoro, sono stati scoperti anche dei precari mini alloggi, versanti in pessime condizioni igienico-sanitarie, ma meticolosamente organizzati per la diuturna permanenza. Tali spazi erano predisposti con 10 posti letto, un locale cucina-soggiorno, ove sono state rinvenute vivande, anche non idoneamente conservate, collegamenti tv, divani e un jammer disturbatore di frequenza per scongiurare captazioni da parte forze dell’ordine.
All’esito dell’attività, sono state poste sotto sequestro e affidate in giudiziale custodia presso l’Agenzia Dogane e Monopoli di Civitavecchia, che ha garantito la sua consueta e preziosa collaborazione nel delicato settore d’intervento, circa 20 tonnellate di tabacco trinciato e di sigarette di contrabbando destinate al mercato nero per un valore stimato di 7,5 milioni di euro. Sono stati inoltre cautelati l’intero complesso aziendale, dove la sola linea automatizzata per la produzione e il confezionamento ha un costo stimato di circa 2 milioni di euro, un autoarticolato e denaro contante.
Gli 8 soggetti arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Viterbo e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’azione della Guardia di Finanza a tutela dei beni assoggettati a regime di monopolio mira non soltanto a reprimere traffici illeciti e a tutelare le entrate dell’Erario, ma anche a prevenire l’immissione sul mercato di prodotti privi dei prescritti controlli sanitari, salvaguardando così la salute pubblica.
Si precisa che, in attesa di giudizio definitivo, trova applicazione, per tutti gli indagati, il principio della presunzione di innocenza.
