ANNO 16 n° 275
Scontri Roma, le ragazze ai domiciliari
20/10/2011 - 10:59

La decisione del giudice per le indagini preliminari sui dodici ragazzi arrestati nel corso della manifestazione di sabato è giunta poco prima delle due di notte. Leonardo Serena viene rilasciato, per Alessandra Orchi e Alessia Catarinozzi, le due fidanzate dei fratelli Venuto, sono stati decisi gli arresti domiciliari. Tutti gli altri rimangono in carcere. Così, secondo quanto viene riferito dai legali della difesa, il gip Elvira Tamburelli ha deciso al termine di una maratona di interrogatori e camera di consiglio durata quasi quattordici ore. «E’ stata formulata un’ordinanza unica per tutti, per tutti vale lo stesso reato contestato dalla procura della Repubblica ovvero resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale », spiega l’avvocato Maria D’Addabbo. In sostanza tutti, tranne Serena, hanno partecipato allo stesso modo ai misfatti di sabato secondo la ricostruzione della Tamburelli. Il ruolo delle Orchi e della Catarinozzi tuttavia è stato marginale e quindi si è optato per i domiciliari. Le due ragazze tornano a Rebibbia e probabilmente trasferite al domicilio coatto oggi stesso.

Gli interrogatori erano terminati alle 18, tra gli ultimi ad essere sentiti anche le due coppie di fidanzati fermati dopo gli episodi di violenza di piazza San Giovanni. «Abbiamo depositato video e filmati che dimostrano la estraneità dei nostri assistiti a quanto contestato dalle forze dell’ordine nel verbale di fermo», dicono gli avvocati Simonetta Crisci e Maria D’Addabbo. Tra i video c’è anche quello che già da alcuni giorni gira su internet e che mostra i quattro mentre vengono bloccati dalla polizia. Nel video si sente anche la voce di una donna che dalla finestra di casa urla agli agenti: «Lasciateli andare loro non c’entrano nulla con le violenze».

Per alcuni però il destino appare già segnato come per Robert Scarlat, 21 enne di origine romena e che vive da oltre dieci anni a Varese con la madre. Per lui il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha firmato il decreto di allontanamento, «proprio perchè la legge lo prevede». «È una cosa assurda rischia di snaturare il procedimento ed è anche ingiusto nei confronti del giovane», spiega il legale di Scarlat. Il ragazzo romeno, con il volto parzialmente travisato, è stato visto in via Emanuele Filiberto angolo Piazza San Giovanni mentre, assieme ad altri giovani, mentre raccoglieva da terra alcuni sanpietrini per poi scagliarli verso le forze dell’ordine. Al momento dell’arresto ha opposto resistenza e avrebbe ferito a un piede un poliziotto. Inoltre nello zaino gli è stato trovato un lacrimogeno già esploso. All’attivo ha precedenti per spaccio e detenzione di stupefacenti, ma sembra ben lontano dall’essere un black bloc o dall’avere connotazioni politiche estremistiche. «Ha una vita un pò complicata ma è italiano al 100%, lo si sente dal suo accento del varesotto prosegue il legale - Ha fatto lavoretti di diverso genere come volantinaggio, ma era la prima volta che partecipava a una manifestazione. A Roma ci voleva venire soprattutto per vedere la città». I procedimenti intanto vanno avanti anche per Fabrizio Filippi, 24 anni, detto «Er Pelliccia», immortalato con un estintore in mano durante gli scontri. La procura ha chiesto la convalida dell’arresto e già oggi ci sarà l’interrogatorio di garanzia. Le indagini proseguono per identificare altri responsabili dei disordini. In particolare, gli accertamenti si starebbero concentrando anche su alcuni esponenti dei gruppi ultras di Lazio e Roma che potrebbero essere tra coloro che hanno dato l’assalto al blindato dei carabinieri. È caccia anche ai protagonisti degli atti vandalici nella chiesa di San Marcellino, dove è stata anche distrutta una statua della Madonna. Anche in questo caso sono state isolate le foto dei colpevoli.

(La Stampa.it)






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