

VITERBO - Grande successo per lo sciopero indetto dai sindacati bancari per oggi: tutto le agenzie di Viterbo e provincia aderenti all'ABI sono chiuse. Aperte le sole filiali del Credito Cooperativo perchè il loro contratto non ha subito disdetta, essendo nel circuito Federcasse e non Abi.
“Siamo più che soddisfatti per una adesione che si attesta sopra il 90%, - dichiara Guglielmo Serafini dirigente Fabi - lo sciopero indetto dalle maggiori sigle sindacali del settore ha avuto un successo su cui puntavamo, visto l'impegno del nostro segretario generale Lando Maria Sileoni la cui presenza sulla stampa nazionale è stata costante: interviste su radiouno, su radioclass, su Milano Finanza e tantissimi altri quotidiani di interesse nazionale e locale”
“In effetti, aggiunge Paolo Capotosti, coordinatore provinciale Fabi, Lando Sileoni non si è risparmiato per portare all'attenzione dell'opinione pubblica la situazione del settore. Occorre in effetti ricordare sempre che i bancari non sono banchieri, che i privilegi di cui qualcuno ancora parla sono ormai appannaggio dei soli dirigenti. Come Lando ci ricorda, questo sciopero di oggi vuole anche sensibilizzare l'opinione pubblica, le istituzioni e la classe politica a tutti i livelli affinchè si sappia che in taluni casi con lo stipendio di un manager si possono assumere 400 giovani. E la cosa sembra funzionare, tanto che questa mattina il Governatore della Banca D'Italia ha invitato gli istituti bancari a rivedere le eccessive remunerazioni dei dirigenti.
Basta, aggiunge Paolo Cusimano, dirigente provinciale della Fabi, con gli stipendi milionari per i dirigenti bancari, con le remunerazioni a sei zeri per i manager. Vorrei ricordare, continua Cusimano, che in molti casi i manager vengono liquidati con milioni di euro, dopo pochi mesi di “servizio” e addirittura accompagnati alla pensione con assegni vertiginosi, fatto accaduto in questi giorni.
Ma il nostro impegno, riprende Capotosti, è anche a difesa dei diritti di tutti i Lavoratori.
Stiamo lottando per tutti, la nostra lotta è contro la demolizione delle regole nel mondo del lavoro. L'iniziativa dell'ABI, che segue quella di Marchionne in Fiat, puntando a eliminare la contrattazione nazionale, mira a frammentare una categoria coesa aprendo una breccia ad un'ondata che travolgerebbe nel futuro prossimo tutte le categorie, dai privati agli statali. Un mondo senza regole contrattuali, economiche e giuridiche sarebbe una disfatta completa per i lavoratori tutti.
Siamo quindi pronti a continuare con varie forme di protesta, anche eclatanti a livello nazionale e in particolare nel viterbese dove i problemi sono ancora più pesanti visto il tasso di disoccupazione ormai a livelli incredibili. Siamo pronti a lottare per una banca che metta ai primi posti il lavoro, l'occupazione, la dignità dell'uomo, il rapporto con i territori, imprese e famiglie; una banca che sia volano di sviluppo per l'economia e per i cittadini tutti.