ANNO 16 n° 274
Scienza, conferenza internazionale all'Unitus
E' organizzata dal Dafne
18/04/2012 - 12:16

VITERBO - Il Dafne (Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l'Agricoltura le Foreste la Natura e l'Energia) ha organizzato una conferenza dal titolo “Store, certify and Exchange the role of biobanks for research and protection of Forest biodiversity”, la prima dedicata a questo argomento a livello internazionale, organizzata dai docenti Marco Simeone e Bartolomeo Schirone dell’Università della Tuscia.

Si terrà presso il complesso di Santa Maria in Gradi nei giorni 19-21 aprile. Parteciperanno scienziati di molti Paesi e anche italiani. Lo scopo è fornire una panoramica delle possibilità applicative delle biobanche in campo forestale, evidenziandone obiettivi, potenzialità, sfide e profitti ottenibili, e indicando le possibilità di uno sviluppo concertato in Italia e in Europa al fine di aumentare le nostre conoscenze e la capacità di conservare la Biodiversità. Oltre all’importanza degli argomenti trattati, la conferenza si caratterizza per l’internazionalità degli oratori e il ruolo determinante dei docenti della Tuscia nell’organizzare tale evento.

Le biobanche sono lo strumento per la conservazione di singoli individui, tessuti o molecole, il cui valore risiede nell’informazione genetica da essi contenuta; tali banche o “archivi” (in inglese, repositories) possono spaziare dalle collezioni di singole cellule o organi riproduttivi (banche del germoplasma), ad intere collezioni in vivo di particolari soggetti vivi (parchi, riserve, arboreti, giardini botanici) o morti (erbari, musei), fino alle raccolte di acidi nucleici (banche del Dna) estratti da particolari individui e utilizzabili per molteplici finalità.

Tra tutte, la principale finalità è quella della tutela della diversità biologica, giacché grazie a tali banche questa può essere raccolta, documentata ed archiviata per poter poi essere studiata o riutilizzata. Dando seguito a direttive internazionali e con forti finanziamenti governativi, diversi Paesi si sono impegnati nella realizzazione di biobanche per preservare le testimonianze genetiche dei diversi organismi importanti a livello locale o regionale.

Oggi, le biobanche sono interessate da una ulteriore fase di sviluppo che concerne la costituzione di Reti di Banche Internazionali del DNA, ossia istituzioni di diversi Paesi, spesso legate a giardini botanici, musei, università o enti di ricerca, che collaborano organizzando congiuntamente missioni di campionamento di specie caratteristiche o minacciate in una particolare area geografica.

Purtroppo il nostro Paese denuncia ancora un certo ritardo. In Italia, infatti, sono per lo più enti volontari, come alcune università e giardini botanici, che compiono i maggiori sforzi in questo settore di ricerca, e a peggiorare la situazione c’è la totale mancanza di coordinamento a livello nazionale e internazionale, nonostante valide iniziative come la Banca Mediterranea del Dna Forestale, istituita presso il Dipartimento Dafne dell’università della Tuscia, e la Rete Ribes (Rete Italiana Banche del Germoplasma per la conservazione “ex situ” della flora spontanea italiana, di cui fanno parte alcuni docenti sempre del Dafne), operanti però con mezzi e disponibilità economiche limitati.

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