ANNO 16 n° 275
Schettino puņ salire a bordo della nave, Procura apre un'altra inchiesta su Costa
26/02/2014 - 09:46

GROSSETO - Il Collegio dei giudici del tribunale di Grosseto ha autorizzato il comandante Francesco Schettino a salire a bordo della Costa Concordia giovedì, in occasione del nuovo sopralluogo stabilito per una perizia integrativa. Lo ha comunicato in udienza il presidente Giovanni Puliatti. L'ex comandante aveva chiesto, tramite i suoi legali al tribunale di Grosseto, di poter salire di nuovo sulla nave. L'ex comandante della Costa Concordia è già tornato sull'Isola del Giglio, e si sarebbe commosso davanti al relitto.

 

«DIRITTO DELL'IMPUTATO» - La richiesta è stata formalmente presentata dai difensori di Schettino alla cancelleria del processo, sottolineando che è un diritto dell'imputato quello di poter recarsi sui luoghi dei reati. Secondo alcune ipotesi, nel caso in cui il tribunale accorderà a Schettino la possibilità di salire a bordo, sarà da stabilire se potrà svolgere il suo sopralluogo insieme ai periti del tribunale e ai consulenti delle parti o in un momento diverso. Dopo aver prelevato hard disk e computer dalla plancia di comando nel primo sopralluogo del 23 gennaio scorso, giovedì i periti si dovranno occupare del generatore diesel di emergenza che già poco dopo l'urto della Concordia contro gli scogli del Giglio non funzionò.

 

NUOVA INCHIESTA - Intanto, la Procura di Grosseto ha aperto un nuovo fascicolo di inchiesta nell'ambito della vicenda della Costa Concordia a carico di dirigenti incaricati di Costa Crociere. Sono il custode giudiziale della Costa Concordia, Franco Porcellacchia, a capo del progetto di raddrizzamento e rimozione del relitto della Costa Concordia (parbuckling), e il consulente di Costa, comandante Camillo Casella, gli indagati della nuova inchiesta. Il fascicolo riguarda i reati di violazione dei sigilli e «modifica dello stato dei luoghi» relativamente all'area della nave Costa Concordia posta sotto sequestro. Ci sarebbero state perquisizioni a Genova e in altre città. Tra le misure che la Procura sta valutando a carico degli indagati c'è il divieto di dimora all'Isola del Giglio. Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura dopo il sopralluogo a bordo della nave svolto il 23 gennaio scorso per esaminare gli apparati della plancia di comando nell'ambito della nuova perizia disposta durante il processo in corso a Grosseto. Oltre alle due persone indagate, al vaglio degli inquirenti ce ne sarebbe una terza, sempre fra personale incaricato di Costa Crociere.

corriere.it






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