ANNO 16 n° 138
Scena del crimine, alla Croce Rossa una lezione sul confine delicato tra soccorso e indagine
Una mattinata di formazione con magistratura, Universitą degli Studi della Tuscia, medicina legale e polizia scientifica
18/05/2026 - 07:05

VITERBO – Quando il soccorso arriva per primo, ogni gesto può essere decisivo. Per salvare una vita, innanzitutto, ma anche per non alterare, inconsapevolmente, una scena che potrebbe custodire elementi fondamentali per l’accertamento della verità

È su questo crinale sottile, dove umanità, tecnica e responsabilità si incontrano, che si è sviluppato l’incontro “Il soccorritore sulla scena del crimine”, svoltosi sabato 16 maggio, nella sede della Croce Rossa Italiana – Comitato di Viterbo.

Una mattinata di formazione con magistratura, Università degli Studi della Tuscia, medicina legale e polizia scientifica, pensata per i volontari e gli operatori del soccorso, chiamati sempre più spesso a intervenire in contesti complessi nei quali la priorità assoluta della tutela della vita deve convivere con l’esigenza di preservare luoghi, tracce e circostanze utili all’attività investigativa.

Ad aprire i lavori è stata Cristina Bugiotti, presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Viterbo, che ha rivolto un saluto alle autorità presenti, ai relatori, alle volontarie e ai volontari della Croce Rossa Italiana e agli ospiti, sottolineando il valore dell’incontro dedicato a un tema “tanto delicato quanto attuale”: il ruolo del soccorritore sulla scena del crimine.

“La tutela della vita umana – ha ricordato Bugiotti – resta sempre la priorità assoluta di ogni soccorritore. Tuttavia, accanto alla rapidità dell’intervento, esiste anche la necessità di operare con consapevolezza, attenzione e senso di responsabilità, in contesti che possono assumere un rilievo investigativo e giudiziario estremamente significativo”.

La presidente ha quindi evidenziato come il soccorritore sia spesso il primo ad arrivare sul luogo di un evento traumatico e come, in quei momenti, “ogni gesto, ogni movimento, ogni scelta possa avere conseguenze importanti non solo sul piano sanitario, ma anche sulla corretta conservazione degli elementi utili alla ricostruzione dei fatti”.

Da qui la scelta di promuovere un incontro capace di mettere in dialogo il mondo del soccorso, della medicina legale, della criminologia e delle investigazioni scientifiche, offrendo ai volontari e a tutti i partecipanti “un’occasione di crescita concreta e qualificata”.

Bugiotti ha infine ringraziato la dott.ssa Paola Conti, il prof. Vincenzo Cianchella, il prof. Carlo De Rosa e il dott. Giovanni Milanese per aver accolto l’invito e per la disponibilità a condividere competenze ed esperienze di alto livello, rivolgendo un ringraziamento particolare alle volontarie e ai volontari della Croce Rossa di Viterbo, “che ogni giorno operano con impegno, umanità e professionalità al servizio delle persone più fragili e della comunità”.

Sono intervenuti quindi il prof. Cristian Silvestri, delegato della Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia, prof.ssa Tiziana Laureti, e il dott. Stefano Innocenzi, medico e Direttore UOC Lazio 2 di ARES 118, che hanno portato il saluto delle rispettive istituzioni, sottolineando come, nei contesti più complessi e delicati, la formazione e il dialogo tra mondo universitario, sistema dell’emergenza e volontariato rappresentino il presupposto indispensabile per un intervento consapevole, coordinato e realmente efficace.

Il seminario è quindi entrato nel vivo con il prof. Vincenzo Cianchella, coordinatore tecnico-scientifico del Laboratorio di Criminologia, Criminalistica e Scienze delle Investigazioni dell’Università degli Studi della Tuscia, che ha illustrato le regole precauzionali e le check list che gli operatori di polizia giudiziaria e del soccorso debbono adottare quando intervengono per accertamenti urgenti su una scena del crimine dove è stato consumato un delitto contro la persona con esiti lesivi o mortali.

Il suo intervento si è sviluppato anche attraverso l’osservazione della scena allestita dagli operatori truccatori e simulatori della Croce Rossa Italiana, che hanno ricostruito uno scenario simulato di particolare realismo, con una giovane donna truccata come vittima di una violenta aggressione, con lesioni da taglio e ferita d’arma da fuoco. Una rappresentazione di forte impatto, pensata per consentire ai partecipanti di comprendere concretamente l’importanza dei comportamenti da adottare nei primi momenti dell’intervento.

Il medico legale, prof. Carlo De Rosa dell’Università della Tuscia, ha illustrato il ruolo del patologo forense sulla scena del delitto, con particolare attenzione alle cause della morte, ai mezzi impiegati per il delitto e, soprattutto, all’identificazione dell’ora della morte. L’intervento del medico legale si è poi concluso con una sorta di esercitazione pratica, svolgendo una simulazione di esame del cadavere.

La dott.ssa Paola Conti, Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Viterbo, ha analizzato la qualifica giuridica dei soccorritori, medico, infermiere e volontari, ai fini di eventuali responsabilità penali e civili. Ha sottolineato l’importanza di protocolli operativi per contemperare la tutela della vita umana, primo compito del soccorritore, e la salvaguardia della scena del crimine.

A chiudere la mattinata è stato il dott. Giovanni Milanese, già dirigente del Gabinetto di Polizia Scientifica di Latina, che ha effettuato prove pratiche di esaltazione di impronte papillari latenti rilasciate dagli operatori della Croce Rossa, utilizzando specifiche polveri evidenziatrici.

Un momento di particolare coinvolgimento, che ha restituito ai presenti la concretezza del lavoro scientifico sulla scena del crimine: un’attività fatta di tecnica, pazienza, precisione e capacità di leggere ciò che a occhio nudo non appare.






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