

VITERBO – (An. Ar.) C’è chi dice che sia una moda passeggera. Chi ci legge messaggi inquietanti: lo spaccio di droga, qualche rito d’iniziazione di una gang giovanile. Altri ancora che la mettono sul romantico e sostengono che sia un modo originale scelto dai ragazzini per comunicare la perdita della loro verginità. Al mondo, oppure semplicemente ai vicini di quartiere: sarebbe bastato un sms, un whatsapp, una scampanellata, d’accordo, ma vuoi mettere il gusto consumistico di lanciare al cielo l’ultimo paio di Converse da 150 euro? (Non è dato sapere cosa lancino invece le ragazzine, ma questo è un altro discorso, e più delicato).
Comunque. Scarpe allacciate sono apparse anche sui fili elettrici della Tuscia: una manifestazione di quel fenomeno che Wikipedia definisce ''Shoefiti’’. Le immagini si riferiscono a strada Cacarelle, l’arteria che attraversando la campagna collega la Cassia sud a Cura di Vetralla. Non esattamente la 56esima strada, insomma. Eppure su tre cavi diversi, e in punti diversi della strada, ecco le scarpe volanti. E anche qui, prendendo in esame le varie ipotesi sempre fornite da Wikipedia, fioriscono le interpretazioni.
Sarà un modo per segnalare al viaggiatore che da quelle parti si spaccia e/o si consuma droga (''crack o cocaina’’, precisa l’enciclopedia)? Sembra un po’ difficile, visto che siamo in mezzo ai campi di cicoria. O ancora: una banda giovanile (preferibilmente latinoamericana) avrà voluto onorare con questo gesto un compagno ucciso? Non risultano sparatorie tra gang, da quelle parti, almeno negli ultimi 1200 anni. Ma forse ci si confonde con Bogotà.
Terzo scenario, sempre estratto da Wikipedia: le scarpe servono a marcare un punto ''dov’è possibile compiere furti in diversi momenti della giornata, a secondo del tipo di calzature''. Insomma: se appendi un paio di Tod’s è sicuro che una casa nei paraggi sarà piena di pashmine alla Della Valle, o magari conserverà in freezer un menisco di Borja Valero; se le scarpe sono da basket, americane, nei paraggi è parcheggiata una Ferrari con Balotelli dentro, o i tatuaggi di Fedez; un paio di mocassini di piccola taglia (ma senza lanci è un casino attaccarli lassù) segnaleranno che da queste parti l’ex ministro Brunetta ha la sua residenza di campagna.
Scarpe o non scarpe, nelle case isolate della Tuscia i furti li hanno sempre fatti, e comunque è sempre meglio utilizzare un navigatore satellitare, che questa geolocalizzazione fatta – letteralmente – coi piedi.
Resta un’ultima spiegazione, più scientifica e meno paranoica. Le calzature sui fili elettrici sono soltanto il gesto di giovani annoiati, in un pomeriggio noioso, in un’età in cui la noia a volta diventa anche fisiologica. Ad Harlem come a San Paolo del Brasile, a Bombay come al Corviale. E figuriamoci a Tobia.