ANNO 16 n° 274
Scardini assicura: ''Viterbese gruppo
umile che combatterą
fino alla fine''
20/09/2012 - 13:40

di Domenico Savino

Due gol in tre partite: parla chiaro con le prestazioni Gianluca Scardini. Cardine del tridente d’attacco della Viterbese, seconda punta prolifica che gioca sul penultimo uomo, ha già fatto breccia nei cuori dei tifosi gialloblù. Di lui le cronache narravano della discreta capacità di vedere la porta, di colpire l’avversario. Lo scorso anno alla Flaminia, alla corte di Puccica, ha bucato i portiere quattordici volte era il fulcro della prima linea civitonico e sfruttava i movimenti di Taverna e Capodaglio. A Viterbo è la catapulta su cui si poggiano le verticalizzazioni di Travaglione o uno dei destinatari del cross taglienti di Gamboni (da questo asse è nato il pareggio contro lo Sporting Terni).

Scardini impersona il clima che si respira all’interno dello spogliatoio, lavoro e umiltà: ‹‹La vittoria ci serviva soprattutto dal punto di vista psicologico – ammette attaccante dallo spiccato accento romano - ci siamo sbloccati, anche perché nelle partite precedenti avevamo raccolto solo un punto pur avendo giocato bene››. La Pianese si è dimostrato avversario complesso da affrontare: ‹‹Rispetto alla partita di Coppa Italia era tutta un’altra squadra – sottolinea -. Sono venuti a Viterbo per prendersi il pareggio, nel primo tempo si sono chiusi tantissimo e non avevamo gli spazi per poter attaccare. Ne abbiamo anche parlato martedì quando abbiamo analizzato la partita con il mister. Poi sono calati anche dal punto di vista fisico e noi siamo stati in grado di cambiare la partita››.

Dopo due partite l’attacco è andato sul banco degli imputati e nel calcio capita spesso che basta un episodio per modificare i giudizi. Mancano ancora i gol di Vegnaduzzo per completare l’opera. Scardini analizza la situazione con lucidità: ‹‹Vegna (così i compagni chiamano il puntero argentino nello spogliatoio, n.d.r.) deve stare tranquillo per noi è il punto di riferimento perché gioca tanto per la squadra. Mi dispiace che non abbia ancora segnato, ma sono sicuro che i gol arriveranno. Con lo Sporting Terni il loro portiere ha fatto il mostro››.

Con i gol e con il lavoro Scardini è diventato già un punto fermo della Viterbese: ‹‹Siamo un buon gruppo fatto di bravi ragazzi. Ci accomuna l’umiltà. E già dalla prima partita di coppa ho capito che tipo di squadra siamo: con il lavoro ce la giocheremo fino alla fine. L’importante è restare sereni e  non montarsi la testa. Anche perché non mi sembra che esita una squadra ammazza torneo. I veri valori si vedranno tra dieci giornate››.

A Viterbo per il salto di qualità: ‹‹E’ una grande città, una piazza importante – confessa – mi ha convinto il progetto del direttore Manfra che conoscevo di tempi della Flaminia, poi ci sono giocatori che sono garanzia di risultati come Vegnaduzzo e Travaglione. A Viterbo si respira un clima diverso, una città che vive di calcio››.

Il prossimo capitolo è il Deruta: ‹‹Sono diversi anni che gioco in questo girone e la partita con il Deruta è sempre sta difficile. Giocano con la difesa a tre, spesso utilizzano il lancio lungo. Mi aspetto una gara difficile con un avversario che si chiude molto in difesa. La potremo sbloccare con un episodio››. Proprio quello che è servito per vincere contro la Pianese.






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