ANNO 16 n° 272
Scala mobile guasta, 67enne reclusa in casa da tre anni
La donna vive in una palazzina Ater, la figlia: 'Nessuno ci ascolta'
Alessandra
05/06/2024 - 07:03
di Alessandra Sorge

 

CIVITA CASTELLANA - Si può essere prigionieri pur non avendo commesso nessun reato e senza avere colpe. Prigionieri in casa perché per colpa di una scala mobile guasta la signora E.L., invalida al cento percento, non può uscire dalla propria abitazione ed è costretta a passare le sue giornate a letto o affacciata alla finestra guardando la vita degli altri trascorrere. E questo da ben tre anni, da quando cioè si è rotto il dispositivo per l'autosufficienza che nessuno, fino ad oggi, si è preso la briga di aggiustare.

La signora E.L. vive al secondo piano di una palazzina Ater in via Ugo La Malfa, ha 67 anni ed è allettata da quattro. Vive con il marito e una figlia disabile. L'altra figlia, che assiste la madre nelle pause lavorative, parla di una situazione insostenibile.

'Mia madre vive la sua vita segregata in casa - dichiara -. Ho fatto più di un esposto all'Ater, al sindaco e all'assessore competente che sono stati messi al corrente della situazione, ma fino ad oggi nessuno si è mosso. Sono passati tre anni, le mie richieste sono cadute letteralmente nel vuoto'.

Eppure, in base a quanto dichiara la donna, per aggiustare la scala mobile basterebbero 5mila euro, secondo quanto riferito dal tecnico incaricato per il sopralluogo. 'Non è certo una cifra astronomica - continua la figlia - eppure sembra che la vita di una persona valga meno. Mamma è inferma e soffre di obesità, nessuno di noi può farsi carico di trasportarla giù per le scale per permetterle di uscire, sarebbe troppo rischioso'.

Per questo motivo in caso di necessità la famiglia deve rivolgersi al personale sanitario o a mezzi privati, come la croce rossa, pagando di tasca propria il trasporto.

'Mia madre avrebbe tanto desiderio di uscire di casa, fare una passeggiata, incontrare gente in piazzetta - dichiara ancora la figlia -. Proprio ieri è stato il suo compleanno, abbiamo voluto regalarle la gioia di festeggiarlo insieme, per questo motivo ho chiamato quattro amici che ci hanno aiutato a farla scendere sostenendola per due piani di scale. Spero che qualcuno, prima o poi, si decida ad aggiustare il dispositivo per restituire un minimo di libertà a mia madre'.






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