


VETRALLA - Una convenzione scaduta da un decennio, un consorzio ''fantasma'', un'amministrazione comunale distratta e un quartiere/non quartiere, diventato ''terra di nessuno''. E' assordante il silenzio che si trascina da oltre un decennio intorno alla lottizzazione ''Il Casale'' a Cura di Vetralla, mentre si continua a costruire. Decine le famiglie coinvolte, preoccupate anche per la sicurezza.
Con le elezioni alle porte e con i candidati dei diversi schieramenti che si sbracciano per impegnarsi su questo o quel problema, in tanti in questa zona si chiedono se finalmente l'amministrazione comunale si prenderà in carico quest'area o se la questione sia definitivamente cancellata dall'agenda politica, con danno - tra l'altro - anche per le casse comunali.
In origine questa era una zona agricola, dove sorgevano campi e orti. Nel 1996 il Comune di Vetralla e il consorzio di lottizzazione ''Il Casale'' stipulano una convenzione in base alla quale oneri e opere di urbanizzazione sono a carico del consorzio, che deve realizzarle in dieci anni, con successiva presa in carico da parte del Comune.
Si inizia quindi ad edificare e vengono eseguite alcune di quelle opere, ma nel 2006 il presidente pro tempore del consorzio presenta una domanda in Comune per una proroga di tre anni della convenzione. Si continua comunque a costruire mentre solo alcuni consorziati verserebbero le quote. Nel frattempo il Consorzio resta senza presidente. In questo incarico viene nominato uno straniero che a tutt'oggi non avrebbe svolto alcun tipo di attività formale presso il consorzio.
Nel 2019 un cittadino, dopo aver inutilmente chiesto, in modo formale, al sindaco di procedere alla presa in carico del comparto urbanizzato, deposita un esposto alla Procura della Repubblica per sollecitare indagini anche in ordine ad un probabile danno erariale ma ancora senza ottenere alcun esito.
Di fatto questa zona, nel corso degli anni, si sviluppa come un quartiere ma, non essendoci ancora oggi la presa in carico del Comune a cui era tenuto in base alla convenzione del 1996, è formalmente un'area privata. I problemi che ne conseguono sono di sicurezza, in primis. Se per esempio si dovesse verificare un incidente, la polizia locale non potrebbe intervenire su un suolo che, ancora non è pubblico.
L'ipotesi dell'incidente - fanno notare alcuni abitanti - non è neanche tanto peregrina visto che nell'area consortile si può circolare liberamente. Manca inoltre l'illuminazione pubblica, seppur ci siano i pali. In diversi osservano che il tempo passa e il Comune dovrebbe rispettare gli obblighi di cui al contratto firmato nel 1996 prima che le opere di urbanizzazione vadano in degrado.
Ci sono poi altre due questioni, una delle quale investe direttamente le casse comunali: la prima riguarda le concessioni edilizie. Alcuni residenti si chiedono come sia possibile continuare a far costruire se la convenzione è scaduta. L'altra questione riguarda il fatto che allo stato attuale delle cose, l'Ente non incassa gli oneri di urbanizzazione da parte dei consorziati inadempienti. Oneri che, nel frattempo, rischiano di andare in perenzione.
I tempi per sistemare questa ''anomalia'' sono ampiamente maturi. In tanti sperano che la campagna elettorale possa fornire l'input che fino ad oggi è mancato o che, secondo qualche malizioso, non si è voluto trovare, per risolvere la questione.