ANNO 16 n° 274
''Save Ferento'', il 22 maggio sit-in per la tutela del paesaggio
Organizzato da Luisa Ciambella con la partecipazione di Italia Nostra Lazio e altre associazioni: ''Si alle rinnovabili, ma con una pianificazione''
21/05/2021 - 07:27

VITERBO - ''Quando non avremo più paesaggi integri da offrire ai turisti o terre a sufficienza per le nostre produzioni di eccellenza, allora chiedo: cosa ne sarà della Tuscia, cosa sarà dei nostri borghi, cosa sarà delle nostre comunità?''.

A parlare così è Luisa Ciambella, consigliere comunale di Viterbo, che ha organizzato per sabato 22 maggio alle 16 un sit in a Ferento ('save Ferento' lo slogan) per dire ''sì alle energie rinnovabili, ma no alla devastazione del paesaggio'', si legge sulla locandina. Parola d'ordine: ''pianificare, conciliare la transizione ecologica con la tutela del territorio''.''I Comuni - aggiunge Ciambella - devono assolutamente dotarsi di quei regolamenti che indichino dove non è possibile realizzare questi impianti industriali così da non compromettere il territorio''.

Perché Ferento? ''Perché si sta avviando a conclusione l’iter autorizzatorio per un mega impianto fotovoltaico da cento ettari a poca distanza dal sito. Sul progetto a giorni verrà convocata la terza e decisiva conferenza dei Servizi, dove Comune, Provincia e Regione dovranno esprimere i propri pareri. La zona individuata è in località Pian di giorno, terreni agricoli non sottoposti a vincolo, ma a detta della Soprintendenza ad alto rischio archeologico. Da una parte il teatro e dall’altra il sito dell’Acquarossa. Autorizzare qualcosa del genere significherebbe aprire una diga, un punto di non ritorno''.

Ciambella ci tiene a sottolineare che la sua non è una crociata contro le energie rinnovabili. ''Assolutamente non è questo il senso dell’iniziativa. Le energie rinnovabili sono il futuro, bisognariflettere sulla trasformazione che sta avvenendo nel nostro territorio. Assistiamo a un fenomeno che probabilmente non ha eguali in altre parti d’Italia e che va regolamentato. C’è chi ha parlato di invasione per quanto riguarda il fotovoltaico a terra nella Tuscia. E' l'effetto cumulativo, come segnalato più volte dalla Soprintendenza nei propri giudizi, che allarma.Nei rapporti prodotti dell’Ispra negli ultimi anni la nostra è tra le prime province in Italia per il consumo di suolo, a volte prima assoluta, proprio a causa di questi impianti. Una trasformazione che avrà conseguenze anche dal punto di vista sociale. Su tutto il territorio provinciale si fa pure difficoltà a tenere il conto dei progetti, tante sono le richieste. Parlo solo per Viterbo: nell’ultimo anno e mezzo sono stati autorizzati impianti in località Cipollaretta (cento ettari di cui è iniziata da poco la costruzione), Rinaldone (73ettari) e Petrignella (17,5 ettari). La scorsa settimana invece è arrivato il via libera in Conferenza dei servizi a un impianto in località San Cataldo (8,53 ettari). Altri progetti sono in embrione (per esempio a Mammagialla).

Porta la firma di Ciambella un ordine del giorno approvato un mese fa dal Consiglio comunale di Viterbo per dare avvio a quel lavoro di individuazione dei terreni dove non realizzare questi impianti: ''In sede di Bilancio ho cercato di dare una ulteriore accelerata chiedendo di stanziare dei soldi per incaricare un tecnico ad hoc per supportare gli uffici in questo lavoro. Proposta che purtroppo è stata bocciata dalla maggioranza. Bisogna fare presto altrimenti ci ritroveremo sempre nella condizione di subire e di non poter incidere in queste decisioni. Non darò tregua in Comune su questo argomento''.

Oltre al fotovoltaico ci sono poi i progetti per l’eolico: 16 torri alte 250 metri a Tuscania e altri progetti sparsi per altre pale tra il lago di Bolsena (lato Montefiascone) e Bagnoregio. ''Tanti cittadini hanno già preso coscienza del problema, altri lo stanno facendo ora. Pensate solo all’imprenditore che ha lavorato una vita per aprire un agriturismo che da un giorno all’altro si ritrova un campo fotovoltaico di ettari ed ettari tutto intorno. O a un agricoltore che ha puntato tutto sul biologico e si ritrova circondato da queste schermature Le istituzioni a loro devono dare una risposta'', conclude Ciambella.

All’incontro partecipano, tra gli altri, Italia Nostra Lazio, Assotuscania, Lipu, il comitato No Scorie di Corchiano. Intereverranno oltre a Ciambella, Adrian Moss (Italia Nostra), Marco Perniconi (sindaco di Bomarzo) e Mario Zamboni (Wwf Bergamo).

La partecipazione al sit-in è regolamentata dalle norme anti Covid, per cui è necessario comunicare prima il proprio nominativo. L'email a cui scrivere è comitatogas@libero.it .






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