

di ARNALDO SASSI
VITERBO - Ma cosa c’è dietro questo scontro, tutto interno all’Udc, tra Nando Gigli e Gianmaria Santucci che sta provocando un autentico terremoto nella politica viterbese? La domanda ve la sarete posta in molti (o almeno se la saranno posta quelli che si occupano di politica) dal momento che le dichiarazioni ufficiali (di quelli che parlano) sono per lo più di facciata. E, per quel che riguarda i due contendenti, mentre uno (Santucci) osserva un rigorosissimo silenzio, l’altro s’è lasciato andare a frasi ed apprezzamenti finora inediti per il suo linguaggio (e lo dice uno come il sottoscritto che lo conosce da ben 40 anni, da quando cioè era sindaco di Viterbo). Frasi e apprezzamenti che – Gigli ce lo dovrà consentire – non hanno nulla di politico, ma rivelano solo un astio personale a livelli esponenziali.
Ergo, vale la pena proporre una deduzione logica che non può per forza di cose essere molto lontana dalla realtà dei fatti: Santucci a Gigli gliela deve aver fatta davvero grossa. Già, ma cosa gli ha combinato? Una risposta indiretta l’ho avuta sabato scorso, nel corso di una chiacchierata informale con un uomo molto vicino a Casini (ovviamente Pierferdinando, non Felice). Il quale mi ha confessato di aver raccolto le lamentele di Gigli, che accusa Santucci di averlo tradito. Già, ma su cosa? Anche qui bisogna andare per deduzioni logiche. E quella che appare più lampante riguarda la strategia per le prossime elezioni a palazzo dei Priori, supportata tra l’altro da altri evidenti indizi che impediscono di percorrere strade diverse. Perché, se si analizzano le ultime esternazioni di Babbo Nando, che parla senza mezzi termini di sfrenate ambizioni personali da parte di Santucci, a cosa volete che si riferisca?
A questo punto val la pena di ragionare a mente fredda: è chiaro che i giochi in vista della primavera sono già cominciati e che le varie voci su alleanze, candidature e quant’altro hanno cominciato a circolare vorticosamente, avvalorate vieppiù dalla crisi esistenziale in cui versa la giunta capitanata da Giulio Marini e dall’altra, forse irreversibile, del Pdl. Ebbene in questo quadro, già di per sé confuso, all’interno di tutti i partiti la confusione regna sovrana a tutti i livelli, il dibattito (se vogliamo chiamarlo così) è oltremodo acceso e i colpi bassi non mancano.
Un colpo basso ad esempio, è stata la conferenza stampa di domenica 30 settembre celebrata nel Gran Caffè Schenardi da Ugo Sposetti. Il quale, con la scusa di analizzare l’infimo livello cui è giunta la politica regionale e viterbese (scandalo della Regione e crisi a palazzo dei Priori) in realtà ha voluto lanciare un messaggio subliminale: ovverosia che lui e Nando Gigli avevano raggiunto un accordo per il futuro primo cittadino, individuandolo in un “borghese illuminato” (parole testuali di Sposetti). Ora, non c’è voluto molto per dare un nome e un cognome all’uomo in questione (che vi risparmio, perché tra l’altro è persona degnissima e ricopre un incarico di alta responsabilità in una delle massime istituzioni dello Stato). Ma la stonatura s’è sentita, eccome. E sta nel metodo.
Giacché Sposetti e Gigli, illustri politici di lungo corso, che hanno dato lustro negli ultimi 40 anni ai rispettivi partiti, non ci pensano neanche da lontano a fare il classico passo indietro, magari ascoltando anche ciò che arriva dalla base. Il metodo insomma, è sempre quello della cooptazione: io decido, poi tu approvi quello che ho deciso io.
E allora, proseguiamo con le deduzioni logiche: forse il tradimento di Santucci nei confronti di Gigli sta nell’avergli esternato l’aspirazione di volersi candidare a sindaco e di avergli rovinato (si fa per dire) i suoi progetti. Insomma, un reato di lesa maestà. Sì da trasformare una legittima aspirazione in una sfrenata ambizione personale.
A Gigli (che è stato sindaco, consigliere regionale, assessore regionale, presidente della Regione Lazio, deputato) una sola domanda: tutte le cariche che ha ricoperto nel corso di ben otto lustri sono il coronamento di legittime aspirazioni, o frutto di una più che sfrenata ambizione personale?