

ACQUAPENDENTE - Nel fine settimana dedicato alla Festa di Sant’Ermete, cittadini aquesianni alle prese con le problematiche rifiuti.
L’associazione Nuova Acquapendente discute ed approva un documento avente come oggetto ''Disservizi nella raccolta dei rifiuti''.
Di seguito il documento:
''Tempo fa il Comune di Acquapendente aveva denunciato alla cittadinanza lo scadimento del servizio conseguente alla nuova gestione da parte della Ditta Idealservice subentrata alla Elce, indicando una serie di raccolta rifiuti con proprio personale e mezzi. In pari tempo aveva dato comunicazione della riapertura dell’isola ecologica, riservandosi di dare a breve tempo comunicazioni in merito al conferimento di sfalci e potature.
E’ passato parecchio tempo da allora e ci siamo chiesti come erano andate a finire le delicate questioni, che tanto pesano a carico dei cittadini. L’isola ecologica è stata riaperta, ma se i Nas la visitano è molto probabile che la richiudano tanto indecente è lo stato in cui si trova (montagna di rifiuti di ogni tipo). Per quanto riguarda il conferimento di sfalci e potature, non è stata data ancora alcuna comunicazione ragion per cui i cittadini, anche con questo caldo, sono obbligati a trattenere presso le loro abitazioni simili maleodoranti rifiuti.
Ci chiediamo chi risarcirà al Comune gli oneri per la raccolta straordinaria effettuata? Perché i cittadini ed in particolare gli ospiti sono stati costretti ad assistere all’indecoroso spettacolo di una isola ecologica veramente da terzo mondo? Perché i cittadini debbono subire le conseguenze del mancato ritiro di sfalci e potature che in passato erano invece regolarmente ritirati?
In questo desolato contesto, come è sperabile che i cittadini si impegnino sempre più per attivare una raccolta differenziata nel rispetto dei limiti della Legge e nella speranza di vedersi ridurre le esose tariffe ad oggi pagate?
Questa non vuole essere facile polemica, ma una constatazione di un disservizio di cui non se ne sentiva proprio il bisogno. Ognuno rifletta e cerchi di non dimenticare''.
In contemporanea la Comunità Montana Alta Tuscia Laziale e Società Cooperativa IdealService di Udine avviano finalmente il programma ''tolleranza zero'' in materia di rifiuti. Durante il fine settimana è stata infatti chiusa definitivamente la piccola ''isola ecologica'' posizionata di fronte al campo di calcetto in erba sintetica. Seppur correttamente organizzata con piccoli ma fruibili molok si era trasformata in una sorta di vera e propria ''discarica a cielo aperto'' come sottolinea il cittadino G.S quasi quotidiano frequentatore della stessa. ''Per motivi di miglior razionalizzazione a livello familiare dei rifiuti - sottolinea lo stesso -, da alcuni mesi realizzo quotidianamente il doppio binario servizio raccolta porta a porta – isola ecologica. Recandomi quotidianamente a gettare nei molok una parte di vetro, lattine e carta per rendere più facile a mia madre con problemi di deambulazione la smistamento nei vari contenitori fornitrici dai nuovi gestori, ho potuto notare che da quando ha iniziato il servizio la Società friulana è aumentata esponenzialmente la maleducazione dei cittadini. Sono aumentati a dismisura i sacchi fuori dai molok contenenti una sorta di 'macedonia rifiuti' e nel mese di Luglio in contemporanea con i giorni più torridi di questa estate, cinque fette di melone dentro il cassonetto riservato alla carta. Aprendolo per gettare alcuni quotidiani, le ho notate circondate da mosche ed api. E solo per caso fortuito non sono stato punto. Seppur nella mia gestione del personale progetto rifiuti la chiusura mi creerà qualche disfunzione nel servizio che colmerò con l’utilizzazione dell’isola ecologica di fronte al cimitero, credo comunque che la decisione di chiusura sia stata ineccepibile e perfetta. Una sorta di inizio 'tolleranza zero' verso gli sporchi ed i maleducati che anche domenica mattina, proprio nell’isola ecologica di fronte al cimitero, hanno trovato nuovo territorio per posare sacchi maleodoranti. Contribuendo, purtroppo, a far crescere ancora maggiormente la consapevolezza nei gestori di valutare l’ipotesi di chiudere anche quella. Creando ulteriori disfunzioni a chi come me non trova sufficiente il porta ma richiede una seconda 'valvola di sfogo mondezza' pratica, funzionale ma, soprattutto, pulita''.