

«Mediaset mi ha citato per danni perchè qualche giorno fa ho avuto occasione di parlare di conflitto di interessi». Michele Santoro ha aperto così giovedì sera, 24 novembre, la quarta puntata di Servizio Pubblico dal titolo «Punire i corrotti». Santoro ha poi fatto cenno a un servizio del Tg5 in cui «praticamente si diceva che l'attentato ai ripetitori in Trentino ce lo siamo fatti da soli» per approdare a uno dei suoi temi preferiti, la riforma della Tv. «Speriamo che il governo Monti la faccia, altrimenti ci resta Fiorello, che è solo un ansiolitico, per fortuna senza effetti collaterali. Sono soddisfazioni vedere Monti accanto a Merkel e Sarkozy, praticamente alla pari. Siamo tutti in attesa di vedere cosa uscirà dal cilindro, solo allora potremo vedere i conigli e giudicarli» ha aggiunto il conduttore.
LA REPLICA DI MEDIASET - La replica di Mediaset a Santoro non si è fatta attendere. «L'azione civile è stata decisa per un'intervista rilasciata da Michele Santoro a Il Fatto Quotidiano» spiega l'azienda controllata dalla famiglia Berlusconi. «L'azione - spiegano fonti ufficiali dell'azienda - è stata avviata per un punto specifico: in particolare nei confronti della parte in cui Santoro afferma che Mediaset ha esercitato pressioni su Telecom per impedire che lui stesso andasse a La7, facendo saltare un accordo già siglato con l'ad della rete Giovanni Stella. Circostanza smentita dallo stesso Stella e non vera».
(Corriere.it)