


VITERBO - “La ripresa è stata dura e vedere la macchina di Santa Rosa ferma per due anni ci ha rattristito tanto ma ora ci siamo, siamo pronti. I facchini sono tutti in ottima forma. Quest’anno non ci sono stati tanti nuovi aspiranti facchini ma su 25 ne abbiamo presi 9, i ‘veterani’ hanno lasciato il posto ai più giovani, infatti, abbiamo 14 nuovi facchini già con esperienza nel Trasporto. Le prove sono iniziate ad aprile/maggio e dopo un periodo di formazione c’è stato l’inserimento”.
Il capofacchino Sandro Rossi, con gli occhi lucidi, ricorda la scomparsa di “Baffino” che, per il trasporto della Macchina, è stato sostituito da un altro che verrà chiamato con lo stesso soprannome per tutto l’anno in ricordo dell’ex facchino.
“La sera del 3 settembre fa riaffiorare emozioni uniche da poter descrivere a parole, sarebbe impossibile raccontare il sentimento che ci accomuna, così come il rapporto che si viene a creare fra di noi”, afferma il capofacchino. “Quest’anno il percorso verrà prolungato in via Marconi e per percorrere il tratto da piazza del Sacrario a via Marconi invertiremo le posizioni dei facchini facendo slittare quelli posizionati dietro in avanti e viceversa. Sempre in via Marconi faremo mezzo giro e poi un giro interno che sarà dedicato alle vittime per il Covid e ai popoli oppressi dalla guerra”.
Il percorso: “Partiremo da piazza San Sisto, percorrendo via Garibaldi, via Cavour e piazza del Comune – spiega Sandro Rossi -, arriveremo a piazza delle Erbe fino alla prima discesa di Corso Italia dove faremo una breve sosta ma senza uscire da sotto la Macchina, data la via stretta. Saliremo a piazza del Teatro e in fondo alle transenne faremo mezzo giro verso sinistra per via Marconi, così da posizionarla davanti a via Matteotti, poi un giro intero dedicato. Andremo verso il Sacrario, a piazza della Repubblica ci fermeremo per poi passare in via Marconi e poi verso gli Almadiani dove faremo un giro e mezzo. Da lì proseguiremo fino a fermarci davanti alla Banca d’Italia. Infine, la salita con l’aiuto delle corde che porterà Rosa alla chiesa, dove la Macchina sembra volare”.
Le girate saranno dedicate a Contaldo Cesarini, Renzo Lucarini, del maestro Roberto Ioppolo, di monsignor Chiarinelli, dei giornalisti Patrizia Coppa e Mario Cipolloni e dei facchini Massimo Taratufolo, Paolo Laezza, Giuseppe Buzzi, Mario Ferri, Armando Roselli, Luigi Albano, Giovanni Fetoni, Paolo Piergentili, Aurelio Bruni, Alessandro Radanich, Luciano Scardozzi, Rolando Venanzi, Luigi Scorsini.