

Come ogni anno la sera del 23 luglio e la mattina del 24 Bolsena si è stringe attorno alla sua patrona, Santa Cristina, per celebrarla e per ricordare i supplizi ed i miracoli che hanno contraddistinto la sua breve vita.
Cristina, una bambina di appena dodici anni, figlia del prefetto di Bolsena Urbano, subì la persecuzione di Diocleziano del 305, poiché decise di consacrare la sua vita a Cristo piuttosto che agli dei pagani del tempo. Rifiutando la richiesta del padre di rinnegare la sua fede, a Cristina furono inflitti i più atroci martiri come il taglio delle mammelle e della lingua, fu gettata all’interno di una caldaia e di una fornace da cui uscì indenne, venne flagellata, fu gettata nel lago con una pietra legata attorno al collo, ma fu salvata dagli angeli che la sorressero. Subì molte altre torture finché morì colpita al cuore da alcune frecce.
I bolsenesi ricreano e ricordano i martiri con dei quadri plastici allestiti nelle cinque piazze del centro storico, in cui i cittadini, vestiti con costumi dell’epoca romana, ripropongono alcuni dei suoi supplizi in scene contraddistinte dal silenzio e dall’immobilità. Si tratta di una tradizione risalente al XVI secolo, che nel corso degli anni non ha mai subito cambi ed interruzioni e che trae origine nelle 'Sacre Rappresentazioni” dei secoli XIII – XVI di cui il teatro italiano è particolarmente ricco. Questo genere teatrale fu rappresentato per lungo tempo all’interno delle chiese, dato il suo carattere prettamente religioso, per approdare poi al sagrato e alle piazze.
La sera del 23 la statua della Santa viene portata in processione tra una folla di fedeli e visitatori e dalla Basilica a lei dedicata viene trasportata nella chiesa del SS.mo Salvatore. La mattina del 24, invece, il suo viaggio si compie nella direzione opposta.
La sera del 24, inoltre, è possibile ammirare uno splendido spettacolo pirotecnico lungo le rive del lago, che sugella due giornate di festa dedicate alla patrona.
Santa Cristina è venerata anche a Palermo, Gallipoli, Ravenna, in Francia ed in Germania.
Dalla Grotta di Santa Cristina è nata una Basilica
La chiesa principale di Bolsena sorge dalla devozione alla patrona
La Basilica di Santa Cristina, il monumento più importante di Bolsena, è formata da tre distinti nuclei che si sono sviluppati nel corso dei secoli intorno alla primitiva area catacombale sulla tomba di Santa Cristina, patrona della città: la Grotta di Santa Cristina e la Catacomba (IV-V secolo d.C.); la basilica principale, un edificio a tre navate con pianta a croce latina, di epoca medioevale; la Cappella Nuova del Miracolo, costruita su stile barocco a partire dal 1693, su disegno di Tommaso Mattei, dove sono custodite le reliquie del Miracolo Eucaristico del 1263.
Una prima ricostruzione fu portata a termine nel 1078, grazie alla devozione di Matilde di Canossa e con la consacrazione di papa Gregorio VII. Tra il XIII ed il XIV secolo fu realizzato il campanile. Dal 1493 al 1495, su committenza del Cardinale Giovanni de’ Medici, allora Governatore di Bolsena e futuro papa Leone X, fu eseguita l’attuale facciata ad opera degli scultori fiorentini Francesco e Benedetto Buglioni.
Nella Grotta di Santa Cristina è custodito l'altare, un pregevole manufatto dell'VIII secolo sul quale, secondo la tradizione, avvenne il miracolo eucaristico. La pala in ceramica, raffigurante la duplice scena del calvario e del miracolo, è opera di Benedetto Buglioni, e venne eseguita nel 1496.
Dal vestibolo si va verso la basilichetta, che è un ampliamento medievale di una primitiva memoria ad corpus sulla tomba della santa martire Cristina. Scavata nella roccia, è la parte iniziale delle catacombe di Santa Cristina e un tempo sarebbe stata dedicata forse ad Apollo. Si tratta della parte più antica del complesso della Basilica di Bolsena.
Di fronte all'abside è una stupenda statua quattrocentesca, opera di Benedetto Buglioni (sec. XV), raffigura la santa nel sonno della morte. Gli affreschi della volta, invece, sono del XVI secolo, mentre quello dell'abside, raffigurante San Pietro, è del XV.
Da qui si accede poi alla sottostante tomba della martire, un semplice sarcofago del IV secolo, riportato alla luce negli scavi archeologici del 1880, che contribuirono a far luce sull'esistenza della primitiva comunità cristiana di Bolsena, la quale conobbe nello sviluppo singolare della catacomba (fine III secolo - primo ventennio del V) l'espressione più significativa della sua fede e della sua devozione.