

La mobilità passiva della Provincia, nel corso del 2011, è arrivata a superare i 37 milioni di euro. Ovvero, sempre più pazienti migrano verso strutture ospedaliere situate fuori Regione (87%) e nelle altre 4 Province laziali (13%), per ricevere cure ed effettuare controlli sanitari.
E' questo il grido d'allarme lanciato dal segretario generale Cisl di Viterbo Rosita Pelecca.
''Le liste d’attesa per accedere alle prestazioni mediche risultano fuori controllo'' continua Pelecca, che fa anche degli esempi: ''sono attualmente imprenotabili, fino a nuovo anno, la risonanza magnetica alla colonna vertebrale o l’ecocolordoppler agli arti. Novanta giorni sono necessari per una ecografia all’addome, sessanta per una visita cardiologica o ortopedica''.
''Il piano di rientro predisposto dalla Polverini in merito alla sanità laziale, si è particolarmente accanito sulle macroaree periferiche - spiega il segretario della Cisl -: attualmente nel nostro comprensorio sono disponibili appena 2.3 posti letto ogni mille abitanti, contro gli 8 della Capitale. Basti citare, per tutti, il depotenziamento subito dal nosocomio di frontiera di Acquapendente, senza aver predisposto alcuna contropartita che tuteli quella zona altrettanto adeguatamente (l’elisoccorso non decolla). Oltre a questo, non risultano ancora attivate molte convenzioni che le cliniche private hanno richiesto da tempo alla Pisana; soprattutto nell’area del Capoluogo. Per non parlare della carenza di personale infermieristico: in tutta la Provincia sono necessarie almeno altre 80 unità, mentre i sanitari in servizi vengono sottoposti a turni massacranti''.
''La Cisl auspica la formazione di una joint venture composta da aziende sane, rappresentanti del terzo settore e buona politica, per contrastare gli sprechi e tutelare le esigenze dei cittadini - conclude Pelecca -. Su questo fronte, le Istituzioni locali deve svegliarsi dal torpore, promuovendo un tavolo operativo sinergico che possa accogliere concretamente questo nostro grido d’allarme, formulando proposte concrete rivolte a Regione e Governo''.