

VITERBO - ''La Asl di Viterbo, procederà alla stabilizzazione di tutti i dipendenti con rapporto di lavoro precario in possesso dei requisiti previsti dalla normativa ed in relazione a quanto disposto dalla legge 30 dicembre 2021, n. 234, appena la Regione avrà definito per tutte le Asl del Lazio ed in particolare per quella di Viterbo, la nuova dotazione organica, il piano assunzionale e la copertura economica conseguente''.
La ricorda la segreteria regionale della Fials che, in una lettera all'assessore regionale alla sanità D'Amato e alla direttrice dell'Asl di Viterbo, Donett, a firma del segretario regionale Vittorio Ricci, sottolinea come tali ''provvedimenti all’esame attualmente della Regione Lazio, sono fondamentali per procedere alla regolarizzazione di migliaia di rapporti di lavoro molti dei quali costituiti durante la pandemia e consentono di dare seguito alle indicazioni contenute nell’accordo sottoscritto il 30 ottobre 2021 tra le organizzazioni sindacali e la Regione Lazio che al punto 3, prevede la proroga dei contratti di lavoro al 31-12-2022, per chi è stato assunto a tempo determinato tramite procedure concorsuali; scorrimento graduatoria,; avviso pubblico e al punto 4, anche per coloro assunti mediante manifestazione di interesse'.
La Fiasl insiste sulla proroga dei contratti al 31 dicembre 2022.

''Come è noto numerosi dipendenti di varie qualifiche assunti a tempo determinato alla fine del 2021 ed all’inizio dell’anno 2022, termineranno l’incarico a breve scadenza - si legge ancora nella lettera ai due vertici della Sanità - e la necessità di garantire il rispetto dei Lea, la fruibilità di tutti i servizi per i cittadini, la riduzione delle liste di attesa, il recupero delle attività territoriali, richiedono, a parere della scrivente organizzazione sindacale, risposte adeguate e tempestive da parte della Regione Lazio.
Non si tratta quindi solo della salvaguardia seppur importante dei livelli occupazionali per garantire l’esistente, attraverso la proroga dei contratti di lavoro attualmente in essere - aggiunge ancora il segretario Ricci - ma predisporre un piano di sviluppo stabile e dinamico nel contempo, della sanità laziale e viterbese in particolare, adeguato alle mutate necessità di prevenzione, cura e riabilitazione dei cittadini''.
Nella lettera quindi il sindacato sollecita D'Amato e Donetti ''ad adottare provvedimenti rispondenti ed utili ad evitare disservizi o ripercussioni negative sull’andamento delle unità operative sia ospedaliere che territoriali, per porre fine alla piaga del precariato in sanità ed a salvaguardia dei livelli occupazionali''.
Il nome dell’evento non è stato scelto a caso, è stato scelto proprio per sottolineare il fatto che La UILTEC, da sempre, ha a cuore la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori.
La nostra è una campagna che va avanti da tempo, è una battaglia che deve basarsi sulla collaborazione tra istituzioni, imprenditori, sindacati, scuole, sulla sensibilizzazione dell’argomento e soprattutto sulla formazione. Durante la preparazione dell’evento ci siamo domandati: “cosa possiamo fare? Come possiamo agire in maniera più efficace? Possiamo e dobbiamo fare di più, ma in che modo?
Il nostro fine non è quello di puntare il dito contro qualcuno o trovare un colpevole; il nostro obiettivo è quello di ragionare insieme su dinamiche ed azioni nuove e trovare delle soluzioni che possano portare ad una risoluzione del problema costruttiva e condivisa.
È importante promuovere adeguate strategie ed avviare un dialogo tra Istituzioni, Sindacati, Imprese e gli altri Organismi che si occupano di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro fino ad arrivare ad un vero e proprio “Patto per la Sicurezza”.
Proprio per questo, la UILTEC Umbria ritiene molto importante ascoltare ciò che le generazioni più giovani hanno da dire e pensano di questo argomento per poi affrontare il tema della formazione e della consapevolezza dell’imprescindibilità della sicurezza a scuola, nel luogo di lavoro e in tutti i contesti che frequentano; all’evento che abbiamo realizzato sono state invitate ed hanno partecipato due classi quinte dell’Istituto tecnologico San Gallo di Terni che hanno apportato un loro contributo molto importante alla giornata.
La formazione e l’educazione alla sicurezza sul lavoro, ma non solo sono il punto di partenza per realizzare l’obiettivo che dovrebbe essere scontato, ma purtroppo non lo è di 0 morti e 0 infortuni sul luogo di lavoro. È quindi anche e soprattutto sulla formazione che vogliamo puntare, e proprio per questo abbiamo intenzione di portare avanti la collaborazione intrapresa per l’evento con le due classi quinte, estendendo un progetto che abbiamo in cantiere alle scuole del nostro territorio umbro.
L’obiettivo è quello di creare una sinergia tra due mondi diversi, ma che sotto tanti aspetti si incastrano alla perfezione, camminando nella stessa direzione, come quello sindacale e quello scolastico. Il focus è sulla formazione e lo scopo è quello di trasmettere quanto più possibile a giovani studenti, dai più piccoli ai più grandi, l’importanza dei temi della salute e sicurezza nei vari luoghi che frequentano, fino ad arrivare a quello lavorativo.
Lo scopo del progetto è altresì quello di stimolare l’interesse e la conoscenza dei ragazzi affinché, più consapevoli dei diritti e dei doveri di cui sono destinatari, riescano ad essere cittadini attivi e vivere in “prima persona” il loro Paese in sicurezza.
Il diritto al lavoro è un diritto inalienabile e un diritto di tutti, sancito in primis dalla nostra Carta costituzionale e la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro sono diritti altrettanto fondamentali, in quanto ogni lavoratore ha il diritto di lavorare in sicurezza e di tornare a casa sano e salvo. L’incontro intergenerazionale, in tal senso, si fonda su un preciso bisogno: quello di costruire un Paese più giusto e armonico, un Paese più aperto e dinamico, ma anche più sicuro e includente. *
A tal proposito vogliamo ricordare un altro grande obiettivo conseguito e sottoscritto insieme a FLCTEM E FLAEI con ENEL il 29 marzo scorso, riguardo “lo Statuto della Persona per valorizzare l'individuo in ambito”. Il protocollo mette a fattor comune l’esperienza e la sensibilità del Gruppo e delle parti sociali per avviare un modello di relazioni sindacali, basato sempre più sulla collaborazione in cui la persona e le sue esigenze sono al centro di un nuovo approccio al mondo del lavoro.
Mettere al centro l’essere umano, prendersi cura delle sue esigenze per valorizzarne l’unicità, in tutte le fasi della vita lavorativa: dalla formazione scolastica fino alla trasmissione del sapere alle generazioni future. Si tratta di un protocollo innovativo nel panorama italiano che inaugura un modello di relazioni sindacali basato sul coinvolgimento del singolo individuo e dell’Azienda, valorizzando la persona in rapporto armonico col mondo circostante. Per affrontare i rapidi cambiamenti in atto è necessario un percorso inclusivo, a maggior ragione in ambito lavorativo; con questa consapevolezza, lo Statuto della Persona punta a valorizzare l’essere umano rendendolo protagonista di un ecosistema in cui Azienda e organizzazioni sindacali collaborano alla creazione di un ambiente di lavoro sano, sicuro, stimolante e partecipativo.
Un ambiente in cui benessere, produttività e sicurezza possano rafforzarsi a vicenda, concorrendo alla più piena realizzazione della persona. Lo Statuto della Persona si basa su una collaborazione ad ampio raggio tra Azienda e sigle sindacali che incide su aspetti essenziali legati al lavoro e alla sua funzione sociale.
Tre gli ambiti: benessere, partecipazione e produttività per favorire la tutela della dignità sul lavoro, l’inclusività, la misura della produttività tenendo conto dell’attenzione al fattore umano, l’equilibrio vita-lavoro e la flessibilità, la costruzione e salvaguardia di un ambiente privo di pregiudizi.
Il secondo punto è quello della conoscenza e apprendimento continuo, modello “life long learning”, con percorsi di formazione e aggiornamento professionale, di empowerment femminile per favorire la scelta verso le discipline scientifiche (STEM), l’offerta di tirocini e l’apertura a contributi formativi esterni, prevedendo anche la pianificazione di momenti specifici da dedicare esclusivamente all’autoformazione.
A questi si aggiunge la cultura e comportamenti della sicurezza, soprattutto quella sul lavoro con la previsione di analisi ex ante ed ex post del rischio-infortunio, l’individuazione delle tecnologie più innovative per la prevenzione degli incidenti, la responsabilizzazione dei lavoratori e il rafforzamento della cultura della sicurezza anche attraverso il coinvolgimento della rete dei fornitori.