


VITERBO – Un'intesa destinata a ridisegnare l'organizzazione della medicina territoriale nel Lazio. È stato firmato oggi l'accordo integrativo tra la Regione Lazio e i medici di medicina generale, un provvedimento che definisce identità, funzioni e modalità organizzative dell'assistenza sul territorio, con l'obiettivo di rafforzare la presa in carico dei pazienti e rendere più efficiente il sistema sanitario regionale.
A esprimere soddisfazione è il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio e componente della Commissione Sanità, Daniele Sabatini, che definisce l'intesa «un grande risultato per i cittadini e per il territorio».
Tra le principali novità previste dall'accordo figura l'attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), gruppi di medici di medicina generale che opereranno in maniera coordinata all'interno dello stesso territorio. L'obiettivo è migliorare l'assistenza sanitaria, garantire una gestione più efficace dei pazienti cronici e delle persone fragili, assicurare la continuità delle cure e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso, rafforzando al tempo stesso le attività di prevenzione e di medicina di iniziativa.
Un ruolo centrale sarà affidato ai medici di famiglia anche all'interno delle Case della Comunità, dove lavoreranno in sinergia con infermieri, specialisti e servizi territoriali. Un modello organizzativo che punta a rendere queste strutture pienamente operative e capaci di offrire cure di prossimità, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione.
Secondo Sabatini, l'accordo rappresenta «un traguardo atteso da oltre vent'anni», raggiunto grazie al confronto avviato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, con le organizzazioni sindacali della categoria. Un percorso che, sottolinea l'esponente di Fratelli d'Italia, si è svolto all'insegna della responsabilità e del dialogo.
L'intesa, evidenzia ancora Sabatini, valorizza il ruolo dei medici di medicina generale anche attraverso risorse economiche aggiuntive stanziate dalla Giunta regionale rispetto ai finanziamenti nazionali. «L'obiettivo – conclude – è rafforzare il diritto alla salute dei cittadini e costruire una sanità sempre più vicina, accessibile ed efficiente».