ANNO 16 n° 289
Sanitą nel Lazio, cisas scrive a Rocca: 'Pił controlli sul personale impiegato negli uffici'
Il segretario nazionale Filippo Mario Perazzoni chiede una ricognizione nelle aziende sanitarie regionali e il rientro nei reparti del personale idoneo
16/10/2026 - 17:17

VITERBO - Una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e ai vertici regionali della sanità per chiedere maggiore attenzione nella gestione del personale sanitario e nell'organizzazione delle risorse umane. A firmarla è Filippo Mario Perazzoni, segretario nazionale di CISAS Sanità, che solleva alcune criticità relative all'impiego di infermieri, professionisti sanitari e OSS in mansioni amministrative, chiedendo controlli nelle aziende sanitarie del Lazio

 

LETTERA APERTA

-Al Presidente della Regione Lazio, On. Francesco Rocca

-Al Direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio-Sanitaria

-Agli Organi di Stampa

 

Oggetto: Ottimizzazione delle risorse umane del Servizio Sanitario Regionale: ricognizione del personale sanitario in mansioni amministrative ed efficacia dell’azione di controllo delle Direzioni Generali.

 

Egregio Presidente,

La scrivente organizzazione sindacale CISAS Sanità intende sottoporre alla Sua attenzione e a quella degli organi regionali competenti una problematica di carattere strutturale e organizzativo che incide direttamente sull'efficienza delle prestazioni assistenziali e sulla sostenibilità economica del Servizio Sanitario Regionale del Lazio.

Da una attenta analisi delle dinamiche gestionali interne alle diverse Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere del territorio, si rileva una diffusa e prolungata assegnazione di personale sanitario (infermieri, professionisti sanitari e OSS) a funzioni di natura esclusivamente amministrativa o d’ufficio.

Tale fenomeno, che si articola sia su base di idoneità parziali con limitazioni prescritte dal medico competente, sia su disposizioni organizzative interne non sempre supportate da oggettive e temporanee esigenze di servizio, sta determinando criticità non più procrastinabili sotto il profilo della legittimità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione:

⦁Alterazione della consistenza effettiva delle Piante Organiche: Il personale sanitario assegnato a mansioni non assistenziali continua anche a risultare formalmente inserito nei contingenti dei reparti e delle unità operative. Tale disallineamento produce una 'scopertura fittizia' dei posti: sulla carta le dotazioni organiche appaiono sature, ma nei fatti i turni assistenziali rimangono carenti, impedendo alle Aziende l'avvio delle necessarie procedure concorsuali o di scorrimento delle graduatorie per l'assunzione di personale idoneo in prima linea.

⦁Profili di danno erariale per l’erogazione di indennità non dovute e rischio di accertamenti contabili: L’attribuzione di compiti esclusivamente d'ufficio a personale avente profilo sanitario comporta il rischio concreto di un illegittimo mantenimento di indennità economiche strettamente connesse all'esercizio dell'attività assistenziale, del lavoro in turno o del rischio professionale. Il riconoscimento di tali emolumenti a soggetti che non svolgono mansioni di prima linea configura una potenziale fonte di danno erariale. Tale gestione opaca rischia di esporre le singole Aziende e la stessa Amministrazione Regionale a inevitabili controlli e accertamenti ispettivi da parte della Corte dei Conti sui fondi pubblici assegnati, con possibili azioni di responsabilità per il danno erariale derivante dall'ingiustificato dispendio di risorse destinate ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Inoltre, ciò alimenta un profondo sentimento di sperequazione e demotivazione tra il personale che opera quotidianamente nei reparti d’emergenza e di degenza.

⦁Carenza dei controlli e tolleranza amministrativa delle Direzioni Generali: Si evidenzia un ridotto e insufficiente monitoraggio da parte dei Direttori Generali delle ASL, sui quali ricade ex lege la responsabilità primaria del corretto utilizzo delle risorse umane e finanziarie. La tolleranza o la mancata tempestiva regolarizzazione di tali situazioni configura una carenza nell'esercizio dei poteri di vigilanza e di organizzazione aziendale.

⦁Mancata applicazione degli istituti contrattuali di mobilità e ricollocazione: Il CCNL Sanità prevede istituti giuridici definiti per la ricollocazione formale e la trasformazione definitiva del profilo professionale del lavoratore affetto da inidoneità permanente. La mancata attivazione di tali percorsi mantiene il sistema in una condizione di illegittima precarietà organizzativa.

 

Le richieste di CISAS Sanità

Al fine di ripristinare la piena legalità amministrativa, tutelare la salute psico-fisica del personale che opera regolarmente in corsia (spesso sottoposto a gravosi carichi di lavoro) e garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ai cittadini, CISAS Sanità chiede formalmente alla S.V.:

⦁Di disporre un’immediata e rigorosa attività ispettiva e di censimento a tappeto presso tutte le aziende sanitarie del Lazio, finalizzata a mappare l'esatta collocazione e l'effettivo utilizzo di tutto il personale con profilo sanitario.

⦁Di vincolare i Direttori Generali delle ASL e AO all'immediato reintegro nei servizi assistenziali di tutto il personale risultato pienamente idoneo, provvedendo contestualmente alla sospensione di qualsiasi indennità sanitaria non legata all'effettivo esercizio della professione in reparto.

⦁Di avviare con urgenza le procedure di riconversione contrattuale definitiva nei ruoli amministrativi per il personale gravato da inidoneità permanente o del personale che da anni effettua queste funzioni, liberando stabilmente i posti corrispondenti nelle piante organiche sanitarie così da consentire nuove e immediate assunzioni.

Fiduciosi che la centralità della trasparenza e dell'efficienza gestionale della sanità pubblica laziale trovi nel Suo operato il dovuto e sollecito riscontro, restiamo a disposizione per ogni opportuno tavolo di confronto istituzionale.

 

Distinti saluti.

 

La Segreteria Regionale CISAS Sanità

Il Segretario Nazionale

Filippo Mario Perazzoni






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