


VITERBO - Si sblocca finalmente l’indennità destinata agli operatori sanitari dei pronto soccorso della Regione Lazio. Con l’incontro odierno tra la Regione, la Fials e le altre organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale, si è concluso l’iter per la ripartizione delle risorse previste dalla legge 293/2021, introdotta per compensare il grave disagio legato al sovraffollamento nei servizi di emergenza.
Saranno circa duemila i lavoratori coinvolti su scala regionale, di cui 160 nella ASL di Viterbo, tra infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e ausiliari. Gli importi, calcolati in base alla presenza in servizio negli anni 2023, 2024 e 2025, varieranno da qualche migliaio di euro fino a un massimo di 10mila euro netti in busta paga. Un riconoscimento atteso da tempo e considerato un segnale concreto per chi opera in prima linea.
Nel corso del confronto, la Fials ha però posto l’attenzione anche su altre criticità ancora aperte nel comparto sanitario regionale. Tra le richieste avanzate, spicca l’adeguamento del buono pasto, fermo da oltre trent’anni: attualmente pari a 4,13 euro, il sindacato ne chiede l’aumento ad almeno 8 euro netti.
Altro tema centrale riguarda le prestazioni aggiuntive. La Fials sollecita l’applicazione uniforme dell’articolo 32 del CCNL 2022-2024, che prevede un compenso di 50 euro l’ora per il personale che svolge attività oltre l’orario ordinario, chiedendo indicazioni chiare ai direttori generali delle aziende sanitarie.
Sul fronte occupazionale, il sindacato ha ribadito la necessità di completare le assunzioni previste dal piano del fabbisogno 2024-2025 e di bandire nuovi concorsi laddove le graduatorie risultino esaurite, per far fronte alla carenza di personale.
Infine, è stata richiesta una linea guida regionale per l’applicazione della direttiva ministeriale del 14 gennaio 2025, che introduce un minimo di 40 ore annue di formazione obbligatoria per ogni dipendente, collegando la crescita professionale alla valutazione delle performance.
“La misura sull’indennità rappresenta un passo importante – sottolinea il segretario regionale Vittorio Ricci – ma resta fondamentale intervenire anche sugli altri aspetti per garantire dignità, equità e prospettive ai lavoratori della sanità”.
Un pacchetto di interventi che punta a rafforzare il sistema sanitario regionale, partendo proprio da chi ogni giorno ne sostiene il funzionamento in condizioni spesso difficili.